Parco Agrisolare: 1,5 miliardi di euro per le imprese

Parco Agrisolare: 1,5 miliardi di euro per le imprese

Il decreto ministeriale del 25 marzo 2022, firmato dal ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli, ha fornito le direttive necessarie all’avvio della misura “Parco Agrisolare”, un contributo a fondo perduto destinato alle imprese che intendono realizzare impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.

 

Covid e guerra in Ucraina: l’aumento dei costi per le imprese

Il periodo di pre e post pandemia, unito all’attuale guerra alle porte dell’Ue fra Russia e Ucraina ha interessato tutti i settori produttivi e finanziari che vanno dall’agricoltura ai semi lavorati, coinvolgendo le aziende italiane di piccole, medie e grandi dimensioni, in particolare a quelle che hanno da sempre incentrato il loro core business sull’import-export. Una crisi determinata sicuramente dalla geopolitica e che sta facendo lievitare i prezzi di tutti i beni lungo la catena del valore fino ad arrivare ai consumatori finali.

A pagare il prezzo più alto sono le imprese che non hanno programmato i rischi esponenziali derivanti dalla logistica nell’approvvigionamento delle materie prime e dei consumi per unità di prodotto finito. Basti pensare solo all’aumento dei costi dell’energia elettrica e degli idrocarburi che ha serrato le porte causando il funzionamento degli impianti a settimane alterne per limitare le perdite ed evitare il default.

Il Governo ha reagito all’impulso stanziando molti fondi, con l’auspicio che il campanello dall’allarme venga recepito dai più, in una logica di autoapprovvigionamento a lungo periodo così da essere meno dipendenti da altri Paesi fornitori.

Il Pnrr e la misura "Parco Agrisolare"

Il Decreto Ministeriale del 25 marzo 2022, in linea con gli obiettivi fissati dal Pnrr, fornisce le direttive necessarie all’avvio della Misura “Parco Agrisolare”, Missione 2, componente 1, investimento 2.2, tramite l’erogazione, per il periodo 2022-2026, di 1,5 miliardi di euro a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori: agricolo, zootecnico e agroindustriale.

Nello specifico, il 40% di tali risorse, pari a 600 milioni, è destinato al finanziamento di progetti da realizzarsi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia.
Una quota di risorse, pari a 1,2 miliardi di euro, è destinata alla realizzazione di specifici interventi che riguardano investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria. Un’altra quota di risorse, pari a 300 milioni di euro, è destinata alla realizzazione di interventi su investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli e su investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli.

Nel dettaglio, si intende selezionare e finanziare progetti che prevedano l’acquisto e la posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, compresi quelli destinati all’agriturismo. Gli interventi ammissibili all’agevolazione devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici di nuova costruzione, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.

Investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria e investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli.
Investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria e investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli.
Investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, in esenzione ai sensi del Regolamento (UE) n. 651/2014.
Investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria e investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli.

L’intensità di aiuto può essere aumentata del 20% per le piccole imprese; del 10% per per le medie imprese e del 15% per investimenti effettuati nelle zone assistite (art. 107, par. 3, lett. a) del Trattato).

In definitiva, lo Stato italiano sta spingendo le imprese in un percorso di crescita strutturata che porti all’efficientamento energetico da un lato e alla produzione di energia pulita dall’altra, senza però depauperare l’ambiente naturale, convergendo gli sforzi verso il raggiungimento degli impegni di Agenda 2030 e ai vari protocolli sottoscritti negli ultimi anni per la decarbonizzazione a tutti i livelli.

L’occasione è ghiotta per limitare i consumi e vantare un comportamento zelante ben visto sicuramente dai consumatori più attenti, alla stregua delle certificazioni volontarie di qualità, con il duplice risultato di alleggerire il carico fiscale e i costi imputabili all’energia e ai suoi derivati.

A cura del Centro studi Ransomtax

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