Credito di imposta per l'efficienza energetica nelle regioni del Sud

L’articolo 14 del D.L. n. 17 del 1° marzo 2022, il cosiddetto decreto Energia, ha istituito un credito d’imposta per le imprese del Mezzogiorno che effettuano investimenti di efficientamento energetico. In particolare, saranno agevolabili tutti quegli interventi mirati ad ottenere una migliore efficienza energetica dell’impresa e a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il credito di imposta potrà essere richiesto per gli investimenti effettuati entro il 30 novembre 2023.

Credito di imposta per l'efficienza energetica nelle regioni del Sud: D.L. 17/22, art.14

Il titolo I del D.L. 17/2022 denominato “Misure urgenti in materia di energia elettrica, gas naturale e fonti rinnovabili”, introduce, all’art. 14, un contributo sotto forma di credito d’imposta per l’efficienza energetica nelle regioni del Sud Italia, al fine di contenere l’aumento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, ed al tempo stesso promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili e il rilancio delle politiche industriali ecosostenibili.

Possono richiedere il credito d’imposta le imprese che effettuano investimenti mirati ad ottenere una migliore efficienza energetica ed a promuovere la produzione di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, fino al 30 novembre 2023.

Bonus efficientamento energetico Sud: investimenti ammessi, intensità d'aiuto, limiti e cumulabilità

Alle istanze per richiedere il Bonus per l’efficientamento energetico delle imprese del Sud Italia sono ammissibili i costi riguardanti gli investimenti supplementari, necessari al fine di conseguire un livello più elevato di efficienza energetica e per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nell’ambito delle strutture produttive.

L’agevolazione è concessa ai sensi e nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal regolamento UE n. 651/2014.

L’intensità d’aiuto è pari a:

  • 45% per le piccole imprese;
  • 35% per le medie imprese;
  • 25% per le grandi imprese.


Il credito risulta cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto gli stessi costi, a condizione che tale cumulo – tenuto conto della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive – non porti al superamento del costo sostenuto.

Fondi stanziati e modalità di compensazione

Per ciascuno degli anni 2022 e 2023 sono stati stanziati 145 milioni di euro, sotto forma di credito d’imposta, nella misura massima consentita dal regolamento UE n. 651/2014 della Commissione. Il bonus potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, senza l’applicazione dei limiti di cui all’art. 1, comma 53, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Le somme necessarie per finanziate il Bonus efficientemento energetico Sud sono state reperite attraverso la corrispondente riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione.

Decreto attuativo: criteri e modalità di richiesta

Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 17/2022, il Ministro per il Sud e la coesione territoriale, di concerto il Ministro della Transizione ecologica, il Ministro dello Sviluppo economico e il Ministro dell’Economia e delle finanze , emanerà un decreto attuativo con il quale verranno stabiliti criteri e modalità di attuazione del credito d’imposta per l’efficienza energetica nelle regioni del Sud Italia. Saranno definiti, in particolare, i costi ammissibili all’agevolazione, la documentazione richiesta, le procedure di concessione, nonché le condizioni di revoca e l’effettuazione dei controlli.

A cura di Piero Midiri, Centro studi Ransomtax

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