Credito di imposta per l'efficienza energetica nelle regioni del Sud

L’articolo 14 del D.L. n. 17 del 1° marzo 2022, il cosiddetto decreto Energia, ha istituito un credito d’imposta per le imprese del Mezzogiorno che effettuano investimenti di efficientamento energetico. In particolare, saranno agevolabili tutti quegli interventi mirati ad ottenere una migliore efficienza energetica dell’impresa e a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il credito di imposta potrà essere richiesto per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2023.

Credito di imposta per l'efficienza energetica nelle regioni del Sud: D.L. 17/22, art.14

Il titolo I del D.L. 17/2022 denominato “Misure urgenti in materia di energia elettrica, gas naturale e fonti rinnovabili”, introduce, all’art. 14, un contributo sotto forma di credito d’imposta per l’efficienza energetica nelle regioni del Sud Italia, al fine di contenere l’aumento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, ed al tempo stesso promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili e il rilancio delle politiche industriali ecosostenibili.

Possono richiedere il credito d’imposta le imprese che effettuano investimenti mirati ad ottenere una migliore efficienza energetica ed a promuovere la produzione di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, fino al 31 dicembre 2023.

Bonus efficientamento energetico Sud: investimenti ammessi, intensità d'aiuto, limiti e cumulabilità

Alle istanze per richiedere il Bonus per l’efficientamento energetico delle imprese del Sud Italia sono ammissibili i costi riguardanti gli investimenti supplementari, necessari al fine di conseguire un livello più elevato di efficienza energetica e per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nell’ambito delle strutture produttive.

L’agevolazione è concessa ai sensi e nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal regolamento UE n. 651/2014.

Il credito risulta cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto gli stessi costi, a condizione che tale cumulo – tenuto conto della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive – non porti al superamento del costo sostenuto.

Fondi stanziati e modalità di compensazione

Per ciascuno degli anni 2022 e 2023 sono stati stanziati 145 milioni di euro, sotto forma di credito d’imposta, nella misura massima consentita dal regolamento UE n. 651/2014 della Commissione. Il bonus potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, senza l’applicazione dei limiti di cui all’art. 1, comma 53, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Le somme necessarie per finanziate il Bonus efficientemento energetico Sud sono state reperite attraverso la corrispondente riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione.

Il via libera dell'Ue e il decreto attuativo

Con la comunicazione della Commissione Ue del 28 ottobre 2022 C(2022) 7945 final, iniziano a prendere forma gli incentivi automatici concessi alle aziende europee. Adesso la palla passa ai singoli Stati, i quali dovranno attivarsi al fine di rendere concretamente possibile questo incentivo per le aziende che effettueranno investimenti mirati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Gli aiuti saranno concessi per gli investimenti avviati a partire dal 20 luglio 2022 e fino al 31 dicembre 2023. Le aliquote potrebbero arrivare fino al 65% per le piccole imprese, il 55% per le medie ed il 45% per le grandi. Essi prevedono l’ammissibilità di progetti con una capacità installata pari o inferiore a 1 Mw per le grandi imprese e a 6 Mw per le Pmi.

La Commissione Ue fa presente che gli aiuti hanno lo scopo di indurre il beneficiario alla realizzazione di investimenti che non avrebbe realizzato, o lo avrebbe fatto in maniera contenuta, senza la concessione degli aiuti.

Toccherà, quindi, allo Stato italiano emanare il decreto attuativo in cui verranno esplicitati tutti i dettagli per le imprese che intendono investire nelle fonti rinnovabili, ai fini di ottenere il credito d’imposta per l’efficientamento energetico. 

A cura di Piero Midiri, Centro studi Ransomtax

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