Superbonus alberghi 80%, come funziona il credito di imposta

Superbonus alberghi 80%, come funziona il credito di imposta

Il D.L n. 152 del 6 novembre 2021 ha introdotto all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), un credito d’imposta pari all’80% delle spese sostenute per la riqualificazione di strutture alberghiere, a cui si aggiunge un contributo a fondo perduto – slegato dal tax credit – che può arrivare fino a 100 mila euro.
Gli incentivi potranno essere richiesti per gli interventi attuati dalla data di entrata in vigore del decreto e per quelli avviati dopo il 1° febbraio 2020, a condizione che non siano ancora conclusi alla data di entrata in vigore del decreto (7 novembre 2021), e fino al 31 dicembre 2024.
Le domande per la richiesta del superbonus alberghi 80% dovranno essere presentante in via telematica, secondo le modalità applicative che verranno pubblicate con un avviso entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.

Superbonus alberghi: il decreto legge

Al fine di migliorare la qualità dell’offerta ricettiva nazionale, Con il D.L n. 152 del 06/11/2021, art. 1, è stato introdotto un contributo sotto forma di credito d’imposta fino all’80% delle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione delle strutture ricettive a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024.

Per gli stessi soggetti, è inoltre riconosciuto un contributo a fondo perduto – non superiore al 50% delle spese sostenute – sempre dalla data di entrata in vigore del decreto (7 novembre 2021) e fino al 31 dicembre 2024. Tale contributo a fondo perduto potrà arrivare fino a 100 mila euro.

I nuovi incentivi – che vanno a prorogare e potenziare la precedente versione del Bonus Alberghi – si applicano anche in relazione agli interventi avviati dopo il 1° febbraio 2020 e non ancora conclusi alla data di entrata in vigore del decreto, a condizione che le relative spese siano sostenute a decorrere dal 7 novembre 2021.

Bonus Alberghi: il contributo a fondo perduto

La base del fondo perduto partirà da 40 mila euro e potrà raggiungere la soglia massima di 100 mila euro nei seguenti casi:

  • Fino ad ulteriori 30 mila euro qualora l’intervento preveda una quota di spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica di almeno il 15% del totale.

  • Fino ad ulteriori 20 mila euro nel caso in cui la società abbia una presenza di giovani o donne che superi alcuni tetti, variabili per tipologia di società.

  • Fino ad ulteriori 10 mila euro per le imprese che hanno sede operativa in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Chi può richiedere il superbonus alberghi 80%

In base a quanto previsto dall’art. 1 comma 4 del D.L. n. 152/2021, i soggetti ammessi alla richiesta del credito d’imposta e del contributo a fondo perduto sono i seguenti:

  • Imprese alberghiere.

  • Strutture che svolgono attività agrituristica (L. 20 febbraio 2006 n.96).

  • Strutture ricettive all’aria aperta.

  • Imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici e i parchi tematici.

Investimenti ammessi

Le spese si considerano effettivamente sostenute secondo quanto previsto dall’art. 109 del Tuir. Il contributo a fondo perduto e il credito d’imposta sono riconosciuti in relazione alle spese sostenute, inclusi il servizio di progettazione, per eseguire i seguenti interventi:

  • Interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica.

  • Interventi di eliminazione delle barriere architettoniche.

  • Interventi edilizi di cui all’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001, funzionali alla realizzazione degli interventi di cui sopra.

  • Realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali.

  • Spese per la digitalizzazione delle strutture.

Tutti gli interventi devono risultare conformi alla comunicazione della Commissione UE (2021/C 58/01) e non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali.

Cumulabilità degli incentivi

Gli incentivi per le strutture alberghiere – credito di imposta 80% e contributo a fondo perduto – sono cumulabili tra loro, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per gli interventi. Non risultano invece cumulabili con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubblici concessi per gli stessi interventi.

Gli incentivi sono riconosciuti nel rispetto delle condizioni e dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 del 18 dicembre 2013 della Commissione Europea, ovvero rappresentano aiuti «de minimis». Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fine delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fine dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Modalità di utilizzo e cedibilità del credito

Il credito d’imposta per la ristrutturazione alberghiera è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dall’anno successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati, senza applicazione dei limiti di cui all’art. 34 della L. 388/2000.
Il superbonus alberghi è cedibile, in tutto o in parte, con la facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, comprese banche ed intermediari finanziari. Il credito è usufruito dal cessionario con le stesse modalità che avrebbe utilizzato il soggetto cedente.

Presentazione domande e fondi stanziati

Con qualche giorno di ritardo rispetto al termine previsto (trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto del 7 novembre 2021) il Ministero del Turismo ha pubblicato l’avviso recante le modalità applicative per l’erogazione di contributi e crediti d’imposta a favore delle imprese turistiche.

I soggetti interessati dovranno presentare domanda esclusivamente in via telematica. Le modalità di accesso alla piattaforma online saranno definite dal Ministero del Turismo entro sessanta giorni dalla pubblicazione dell’avviso (avvenuta il 23 dicembre 2021), dunque entro il mese di febbraio 2022.

Dall’apertura della piattaforma online, le imprese interessate avranno trenta giorni di tempo per presentare istanza.

Gli incentivi saranno attribuiti secondo l’ordine cronologico delle domande e previa verifica del rispetto del requisiti oggettivi e soggettivi. Entro 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle domande, il Ministero pubblicherà l’elenco dei beneficiari.

Per il credito d’imposta e il contributo a fondo perduto sono stati stanziati 100 milioni di euro per il 2022, 180 milioni di euro per ciascuno gli anni 2023 e 2024, 40 milioni di euro per il 2025, con una riserva del 50% dedicata agli interventi volti al supporto degli investimenti di riqualificazione energetica e una riserva del 40% dedicata agli interventi da realizzarsi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

A cura di Piero Midiri, Centro studi Ransomtax

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