Bando Scoperta imprenditoriale: cos'è e come funziona

Bando Scoperta imprenditoriale: cos'è e come funziona

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 300 milioni di euro per sostenere i progetti innovativi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati dalle imprese del Mezzogiorno. 
Con il Decreto direttoriale del 7 dicembre 2023 sono stati definiti i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione. Lo sportello aprirà in data 7 febbraio 2024. Già a partire dal 24 gennaio 2024 è disponibile la procedura guidata di compilazione. Scopriamo come funziona il bando e cosa finanzia.

Bando Scoperta imprenditoriale: cos’è

Il Bando Scoperta imprenditoriale, attuato nell’ambito del “Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027”, nasce con lo scopo di sostenere progetti di ricerca e sviluppo che saranno realizzati da imprese situate nei territori delle Regioni meno sviluppate.

Il bando è stato attivato nell’ambito del Fondo crescita sostenibile e verrà gestito dal Mediocredito Centrale.

Progetti finanziabili

Verranno finanziati i progetti riguardanti le attività incentrate sulla ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o ad un notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, sviluppando delle tecnologie abilitanti fondamentali (c.d. KETs), rientranti nella Strategia nazionale di specializzazione intelligente, oppure anche al di fuori della predetta strategia, purché contribuiscano ad alimentare il processo imprenditoriale ed il conseguente adattamento evolutivo legato alla stessa.

I progetti sono diretti in via principale ad introdurre rilevanti avanzamenti tecnologici, senza limitarsi alla sola fase di ricerca, e prevedere attività strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto.

I progetti devono essere realizzati all’interno delle aree delle Regioni meno sviluppate, con una spesa non inferiore ad 1 milione di euro e non superiore a 5 milioni di euro, con durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi. L’avvio dell’attività dei progetti dovrà avvenire successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione ed entro 3 mesi dalla concessione della stessa.

I progetti di ricerca devono essere realizzati in forma collaborativa secondo una delle due modalità ora indicate:

  • Progetto di ricerca realizzato congiuntamente che preveda:
    – un massimo di tre soggetti proponenti (compresa l’impresa capofila);
    – almeno una micro, piccola o media impresa tra i soggetti proponenti;
    – che ognuno dei soggetti proponenti sostenga almeno il 10% dei costi ammissibili;
    – l’utilizzo dello strumento del contratto di rete o di altre forme contrattuali di collaborazione.

  • progetto realizzato da una micro, piccola o media impresa ovvero da una piccola impresa a media capitalizzazione il quale preveda:
    partecipazione di uno o più soggetti esterni all’impresa, indipendenti dalla stessa, che concorrano all’attività del progetto per mezzo di servizi di ricerca, consulenza alla ricerca e sviluppo e/o ricerca contrattuale (il cui valore sia almeno pari al 10% dei costi complessivi ammissibili del progetto).

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese di qualsiasi dimensione, che abbiano almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda di agevolazione, le quali esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria (art. 2195 c.c. n. 1, 3 e 5), con sede legale o unità operativa principale ubicata nelle Regioni del Mezzogiorno, e i Centri di ricerca. Gli Organismi di ricerca possono essere co-proponenti di un progetto congiunto con i citati soggetti.
Le regioni ammesse sono: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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Risorse finanziarie

Con il Decreto 13 luglio 2023 le risorse a disposizione sono pari a 300 milioni di euro, a valere sull’Azione 1.1.4 del Programma Nazionale, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027.

Il 60% delle risorse è riservato ai progetti proposti da parte delle Pmi e da reti di imprese. Al fine di poter accedere a questa riserva, i soggetti proponenti un progetto di ricerca e sviluppo in forma congiunta devono appartenere tutti alla categoria delle Pmi, con la sola eccezione degli organismi di ricerca, o sono tenuti a realizzare il progetto con l’ausilio allo strumento del contratto di rete.

Nell’ambito della riserva in questione, una sotto riserva pari al 25% della stessa è destinata alle micro e piccole imprese.

Agevolazioni concesse

Le agevolazioni verranno concesse nei limiti delle intensità massime di aiuto e delle soglie di notifica individuabili stabilite all’interno dell’articolo 25 e dall’articolo 4 del regolamento Gber, nelle seguenti forme in concorso tra loro:

  • Finanziamento agevolato, per una percentuale nominale pari al 50 per cento dei costi e delle spese ammissibili;
  • Contributo diretto alla spesa, per una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili articolata con le seguenti percentuali:
  • 35% per le piccole imprese;
  • 30% per le medie imprese;
  • 25% per le grandi imprese.

Per quanto riguarda gli organismi di ricerca, le agevolazioni sono concesse esclusivamente sotto forma di contributo diretto alla spesa, per una percentuale nominale pari al 60% dei costi e delle spese ammissibili per attività di ricerca industriale e pari al 40% dei costi e delle spese ammissibili di sviluppo sperimentale.

Termini e modalità di presentazione delle domande

Dal 7 febbraio 2024, dalle ore 10.00, si aprirà lo sportello dove le imprese possono presentare, anche in forma congiunta, le domande di agevolazione per progetti riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale d’importo compreso tra 1 e 5 milioni di euro. 

La procedura guidata di compilazione della domanda di agevolazione e l’ulteriore documentazione allegata è stata invece già resa disponibile a partire dal 24 gennaio 2024 sul sito del soggetto gestore.

a cura di Centro Studi Ransomtax

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