
Certificazione credito d’imposta ricerca e sviluppo: perché può mettere al sicuro i tuoi investimenti
Negli ultimi anni molti imprenditori hanno vissuto con preoccupazione il tema dei controlli sul credito d’imposta per ricerca e sviluppo. Recuperi, contestazioni sull’innovatività dei progetti, richiami al Manuale di Frascati: uno scenario che ha spesso generato incertezza, soprattutto per chi ha investito tra il 2015 e il 2019. Oggi, però, il quadro offre uno strumento in più: la certificazione tecnica delle attività di R&S.
In questo articolo:
• Certificazione credito d’imposta ricerca e sviluppo: a cosa serve davvero
• Il fattore tempo: quando la certificazione credito d’imposta ricerca e sviluppo “salva” l’impresa
• Certificazione credito d’imposta ricerca e sviluppo: e se il recupero è già stato notificato?
• Certificazione credito d’imposta R&S: una scelta strategica, non solo difensiva
Certificazione credito d’imposta ricerca e sviluppo: a cosa serve davvero
L’art. 23 del D.L. n. 73/2022 consente alle imprese di richiedere una certificazione che attesti la corretta qualificazione degli investimenti in ricerca e sviluppo, anche con riferimento ai progetti realizzati negli anni 2015-2019 ai sensi dell’art. 3 del D. L. n. 145/2013.
La richiesta di certificazione va presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), che certifica l’attività realizzata dall’impresa in base ad un meccanismo di silenzio-assenso: se non intervengono rilievi nei termini previsti (90 giorni), la certificazione del credito d’imposta R&S si intende rilasciata.
Il punto centrale per un imprenditore è questo: la certificazione del credito d’imposta R&S produce effetti vincolanti nei confronti dell’Amministrazione finanziaria. In altre parole, ai sensi dell’art. 23, comma 4, del D.L. n. 73/2022, eventuali atti impositivi o sanzionatori difformi da quanto certificato sono considerati nulli.
È uno strumento di tutela, ma va usato con attenzione ai tempi.
ROBERTO TRIOLO - SALVATORE LO BUE
CREDITI D'IMPOSTA 4.0
Strategie e strumenti per affrontare i controlli
ed evitare le sanzioni
Il fattore tempo: quando la certificazione credito d’imposta ricerca e sviluppo “salva” l’impresa
Il citato art. 23, infatti, prevede che la certificazione R&S non possa essere richiesta se la violazione è già stata constatata con processo verbale di constatazione (PVC). Nell’ultimo periodo, però, molti controlli si sono chiusi non con un PVC, ma con la notifica di uno “schema d’atto” ai sensi dell’art. 6-bis della L. 212/2000.
L’Agenzia delle Entrate, durante una videoconferenza (Telefisco) del 5 febbraio 2026, ha chiarito che ciò che rileva è la data di presentazione della domanda di certificazione.
Se l’istanza viene trasmessa prima della notifica di uno schema d’atto (o prima di un PVC), la certificazione del credito d’imposta R&S – anche se si perfeziona successivamente per silenzio-assenso – può comunque produrre effetti vincolanti.
Per l’imprenditore questo significa che non bisogna attendere l’esito del controllo. Se esistono dubbi o si percepisce un rischio di contestazione, attivarsi per tempo può fare la differenza.
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Certificazione credito d’imposta ricerca e sviluppo: e se il recupero è già stato notificato?
Un altro tema rilevante riguarda le certificazioni ottenute quando la contestazione è già in corso o addirittura dopo un atto di recupero.
La giurisprudenza di merito ha mostrato aperture significative: pur non avendo effetti automaticamente “bloccanti” in presenza di una violazione già constatata, la certificazione tecnica rilasciata da un professionista qualificato rappresenta comunque un elemento probatorio forte. In diversi casi i giudici hanno valorizzato questa valutazione tecnica, riconoscendone il peso nell’analisi della spettanza del credito.
In sostanza, anche quando non chiude automaticamente la partita, la certificazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo può rafforzare in modo significativo la posizione difensiva dell’impresa.
Certificazione credito d’imposta R&S: una scelta strategica, non solo difensiva
La certificazione non va vista soltanto come uno “scudo” in caso di verifica. È, prima di tutto, uno strumento di certezza operativa.
Per un imprenditore significa:
- ridurre il rischio fiscale su investimenti già effettuati;
- prevenire contestazioni future;
- rafforzare la propria posizione in caso di controllo;
- dimostrare la solidità tecnica e normativa dei propri progetti innovativi.
In un contesto in cui i controlli sui crediti R&S sono stati intensi e spesso molto tecnici, la vera differenza la fa l’approccio: non attendere l’atto di recupero, ma gestire il rischio prima.
La certificazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo, se attivata nei tempi corretti e supportata da una documentazione solida, può trasformare un’area di incertezza in un elemento di stabilità per l’impresa.
In Ransomtax siamo a fianco delle imprese non solo per l’accesso alle agevolazioni ma come partner stabile nell’ambito di accertamenti e contenziosi con l’Agenzia delle Entrate. Attraverso la nostra divisione Tax & Legal seguiamo le aziende in tutte le fasi del rapporto con l’amministrazione finanziaria, offrendo un supporto qualificato.
Se la tua impresa è alle prese con un contenzioso fiscale o ha necessità di verificare i propri crediti d’imposta, clicca qui oppure contattaci compilando il modulo qui sotto.
a cura di Orazio Pennisi
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