Mog 231 e intelligenza artificiale: cosa cambia con la Legge 132/2025
L’intelligenza artificiale è uno strumento che ormai fa parte a pieno titolo della vita quotidiana come anche dell’attività d’impresa. A settembre 2025 è stata introdotta nell’ordinamento italiano la Legge 132/2025, che rappresenta la prima norma organica sull’AI e che introduce nel codice penale nuove aggravanti e specifiche fattispecie connesse all’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, oltre a modificare reati già esistenti in altri testi normativi. Questa circostanza ha avuto conseguenze anche per quanto riguarda i reati presupposto del D.Lgs. 231/2001. Ecco qual è, attualmente, la connessione tra Mog 231 e intelligenza artificiale.
Legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale: AI e nuove aggravanti
Con la Legge 132/2025 “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale” l’ordinamento italiano va di fatto a recepire la normativa europea sull’AI, enunciata dal Regolamento (UE) 2024/1689.
L’articolo 25 della Legge 132/2025 interviene direttamente sul codice penale introducendo l’utilizzo dell’AI come aggravante per i seguenti reati:
- 61 c.p. – Nuova aggravante (n. 11-undecies): aumento di pena se il reato è commesso mediante sistemi di Intelligenza Artificiale che costituiscono mezzo insidioso, ostacolano la difesa e aggravano le conseguenze del reato;
- 294 c.p. – Reclusione da 2 a 6 anni se l’inganno è realizzato tramite sistemi di IA;
- nuovo art. 612-quater c.p. – Reclusione da 1 a 5 anni per diffusione senza consenso di immagini, video o voci falsificati con IA, idonei a trarre in inganno e causare danno. Procedibilità a querela, salvo casi di procedibilità d’ufficio (connessione con altro delitto, vittima incapace, pubblica autorità).
La norma non introduce emendamenti soltanto sotto il profilo penale ma va a modificare leggi presenti in altri corpus, introducendo anche qui l’AI come aggravante.
Nello specifico:
- 2637 codice civile (Aggiotaggio) – Reclusione da 2 a 7 anni se il fatto è commesso mediante sistemi di intelligenza artificiale;
- 171, l. 22 aprile 1941 n. 633 (Diritto d’autore) – Inserita nuova lett. a-ter) – sanzionata la riproduzione o estrazione di testo o dati da opere o materiali online/in banche dati in violazione degli artt. 70-ter e 70-quater, anche tramite sistemi di IA;
- 185, co. 1, d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 TUF (Manipolazione del mercato) – Se il fatto è commesso mediante sistemi di intelligenza artificiale: reclusione da 2 a 7 anni; multa da € 25.000 a € 6.000.000.
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Mog 231 e intelligenza artificiale: impatti sui reati presupposto
Le novità introdotte dalla Legge 132/2025 sull’AI hanno avuto un impatto sui reati presupposto 231. È importante precisare che la legge non introduce nuove categorie di reati presupposto ai sensi del D.Lgs. 231/2001, ma incide su fattispecie già ricomprese nel catalogo 231, prevedendo aggravanti specifiche o nuove modalità commissive legate all’impiego di sistemi di intelligenza artificiale.
Gli articoli 2637 del codice civile, 171 della Legge sulla protezione del diritto d’autore e 185 del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF) sono, infatti, già inclusi nell’elenco di reati per cui un’impresa può incorrere nel profilo di responsabilità amministrativa stabilito dal D.Lgs. 231/2001. Pertanto, l’effetto della Legge 132/2025 è quello di ampliare il rischio sanzionatorio e la rilevanza operativa dell’uso dell’AI nei processi aziendali, non di estendere formalmente il catalogo dei reati presupposto.
Questo, dunque, significa che i rischi derivanti dall’intelligenza artificiale diventano a tutti gli effetti un tema al quale le imprese devono prestare attenzione e del quale possono rispondere concretamente in caso di reati connessi all’utilizzo dell’AI.
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L’importanza del Mog 231
L’intelligenza artificiale nel giro di poco tempo ha assunto un ruolo capillare nella vita ordinaria come nelle dinamiche produttive. Circostanza, questa, che ha portato il legislatore italiano (in conformità con le politiche europee) a implementare il quadro normativo con conseguenze anche in materia di compliance 231.
In tal senso occorre ricordare che il modello 231, per quanto non di per sé obbligatorio, è l’unico mezzo a disposizione delle aziende per ottenere l’esimente dalle sanzioni amministrative per i reati presupposto, la cui lista non si limita solamente all’intelligenza artificiale.
Alla luce delle modifiche normative, diventa necessario aggiornare la mappatura dei rischi 231 includendo l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nei processi aziendali sensibili (IT, marketing, gestione dati, finanza, comunicazione esterna), rafforzare i protocolli interni sull’uso degli strumenti di AI generativa, implementare controlli su data governance e proprietà intellettuale, nonché prevedere specifica formazione del personale.
In Ransomtax siamo convinti che la crescita senza sicurezza serva a poco ed è per questo che da sempre abbiamo puntato sulla prevenzione e sulla gestione dei rischi derivanti dalla legge 231/2001, che oggi espongono l’azienda ad una molteplicità di sanzioni potenzialmente compromettenti per la continuità aziendale.
In questo senso il modello 231 è l’unico strumento presente nel panorama legislativo in grado di azzerare i rischi e garantire la società.
Stai cercando la soluzione per mettere in sicurezza la tua azienda? La nostra divisione Mog 231 è pronta a implementare una compliance efficace e su misura del business e delle esigenze della tua impresa. Se la tua azienda deve adottare un nuovo modello o aggiornare quello esistente clicca qui oppure contattaci compilando il modulo qui sotto.
a cura di Emilio Scibona
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