
Zes unica 2026: tutte le informazioni sulla misura
La Legge di bilancio 2026 ha prolungato la Zes unica per un altro triennio, rifinanziando la misura per oltre 4 miliardi di euro. La Zes unica 2026 ha un budget complessivo di 2,3 miliardi di euro e copre i progetti di investimento, dal valore minimo di 200.000 euro, per acquisti o leasing di beni strumentali per strutture produttive già esistenti o da realizzarsi e di terreni e immobili strumentali. Nel caso di terreni e immobili il loro valore complessivo non può superare il 50% dell’importo dell’investimento agevolato. La misura ha durata triennale: per il 2026 l’investimento per cui si richiede il credito d’imposta Zes unica va effettuato nella finestra temporale che va dal 1° gennaio al 31 dicembre.
In questo articolo:
• Come funziona la Zes unica 2026
• Zes unica 2026: requisiti per accedere
• Quali sono le percentuali Zes unica 2026
• Zes unica 2026: spese ammissibili
• Zes unica 2026: investimento minimo
• Cumulabilità con altre misure della Zes unica 2026
• Come accedere al credito d’imposta Zes unica 2026:
Cos’è la Zes unica
La Zes unica viene istituita nel 2024 con il D.L 124/2023: la norma ha sancito la sostituzione delle 8 precedenti Zone Economiche Speciali introdotte con il “Decreto Mezzogiorno” nel 2017. In principio, nella Zes unica erano incluse 8 regioni, in ordine alfabetico, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Dal 2025, con la Legge 171/2025, sono state inserite nell’area Zes unica anche Marche e Umbria, portando il totale delle regioni incluse a 10.
Oltre che agli strumenti di semplificazione amministrativa come lo Sportello Unico Digitale (Sud Zes) tramite cui si può richiedere l’Autorizzazione Unica per le agevolazioni, le imprese attive nei territori inclusi nell’area della Zes unica possono accedere ad un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali.
Come funziona la Zes unica 2026
Il credito d’imposta Zes unica 2026 viene erogato sulla base di aliquote percentuali che variano a seconda della regione. L’agevolazione può essere utilizzata per investimenti (in acquisto o in leasing) di beni e immobili strumentali per le imprese. Il credito d’imposta per il 2026 può essere richiesto per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre.
Nel caso in cui il numero di domande presentate dovesse portare ad un superamento del budget stanziato per la misura, come successo per la Zes unica 2025, l’Agenzia delle Entrate può disporre una diminuzione delle percentuali in maniera proporzionale. Questa circostanza non esclude, come anche in questo caso già accaduto nel 2025, che la misura possa essere parzialmente, o anche totalmente, rifinanziata.
Zes unica 2026: requisiti per accedere
Possono accedere al credito d’imposta Zes unica 2026 tutte le imprese, a prescindere dalla loro dimensione, attive all’interno delle regioni incluse nella Zona Economica Speciale.
I settori d’impresa esclusi dalla Zes unica sono l’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, della banda larga nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo. Anche le aziende attive nei trasporti non possono accedere all’agevolazione, ad eccezione di quelle che si occupano del magazzinaggio e del supporto ai trasporti e delle relative infrastrutture.
Le aziende che si trovano in stato di liquidazione e scioglimento non possono richiedere il credito d’imposta Zes unica. Lo stesso discorso si applica alle imprese in difficoltà come definite dall’articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014.
Quali sono le percentuali Zes unica 2026
Le aliquote percentuali dell’intensità del contributo Zes unica 2026 variano a seconda del territorio. Tra le 10 regioni incluse nel perimetro Zes, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia sono quelle con le percentuali più alte:
- 40% per la grande impresa;
- 50% per la media impresa;
- 60% per la piccola impresa.
Basilicata, Molise e Sardegna hanno le seguenti intensità:
- 30% per la grande impresa;
- 40% per la media impresa;
- 50% per la piccola impresa.
Le percentuali più basse sono invece quelle di Abruzzo e delle due regioni da poco entrate nell’area Zes, Marche e Umbria. In questo caso le percentuali sono:
- 15% per la grande impresa;
- 25% per la media impresa;
- 35% per la piccola impresa.
Le aree di Taranto e di Sulcis hanno delle aliquote speciali. Nel caso del capoluogo di provincia pugliese la percentuale è del 50% per la grande impresa, del 60% per la media impresa e del 70% per la piccola; per il territorio sardo le aliquote sono le stesse applicate a Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Zes unica 2026: spese ammissibili
Con il credito d’imposta Zes unica 2026 è possibile agevolare gli investimenti di beni strumentali nuovi, tramite acquisto o leasing, di macchinari, attrezzature e impianti. La misura si può utilizzare anche per l’acquisto o il leasing di terreni e immobili strumentali, nonché la loro realizzazione o ampliamento, nel caso degli immobili. In questo caso specifico il valore dei terreni e degli immobili da agevolare con la Zes unica 2026 non può superare il 50% del costo dell’investimento complessivo.
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Zes unica 2026: investimento minimo
L’investimento minimo consentito per poter accedere al credito d’imposta Zes unica 2026 è 200.000 euro. L’importo massimo è, invece, di 100 milioni di euro.
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Cumulabilità con altre misure della Zes unica 2026
Il credito d’imposta Zes unica 2026 è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio. Il cumulo è consentito a patto che questo non comporti il superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle discipline europee di riferimento.
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Come accedere al credito d'imposta Zes unica 2026
L’accesso all’agevolazione Zes unica 2026 segue un iter preciso con scadenze codificate. Per richiedere il credito d’imposta le aziende devono, in prima istanza, presentare una comunicazione nella finestra temporale che va dal 31 marzo al 30 maggio 2026 in cui indicare gli investimenti già realizzati o da realizzare nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. L’investimento deve essere certificato, con l’attestazione delle spese effettivamente sostenute da un revisore dei conti o da una società abilitata.
Dopo la prenotazione le imprese sono tenute a presentare una comunicazione integrativa nella finestra temporale che va dal 3 al 17 gennaio 2027. Il riconoscimento del credito avviene entro dieci giorni dalla scadenza dei termini di presentazione della predetta comunicazione integrativa, tramite provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.
La percentuale d’intensità del contributo può essere ridotta proporzionalmente in caso di risorse non sufficienti a coprire tutte le istanze presentate.
Zes unica 2026 | Date |
Data presentazione istanza | 31 marzo-30 maggio 2026 |
Comunicazione integrativa | 3 gennaio-17 gennaio 2027 |
Provvedimento ADE | Entro il 27 gennaio 2027 |
Scarica la nostra guida
Credito d’imposta Zes Unica: modalità di utilizzo
Il credito d’imposta Zes unica è utilizzabile esclusivamente in compensazione. Il modello F24 va presentato utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate e, comunque, non prima della data di realizzazione dell’investimento.
Nel video qui sotto Roberto Triolo, CEO di Ransomtax, fornisce ulteriori spunti per comprendere a fondo il funzionamento di questa misura.
Conclusioni
Il credito d’imposta Zes unica 2026 è senz’altro la miglior opportunità per le aziende che vogliono investire nelle regioni agevolate per l’acquisto di beni strumentali e immobili. Il 2026 è il miglior anno per usufruire di questa misura considerato che si tratta dell’annata con più budget.
Infatti, come visto nelle premesse, le aziende per il 2026 potranno contare su un generoso stanziamento di 2,3 miliardi di euro, che scenderà a 1 miliardo nel 2027 e addirittura a 750 milioni nel 2028, salvo auspicabili rifinanziamenti.
Si tratta di un’agevolazione tutt’altro che semplice e l’invito rimane quello di farsi assistere da professionisti per evitare di incappare in spiacevoli inconvenienti anche di carattere penale.
In Ransomtax aiutiamo le imprese a trasformare gli investimenti in opportunità concrete, riducendo rischi e incertezze legati alla finanza agevolata.
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a cura di Emilio Scibona
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