Transizione 5.0, percentuale al 35% per le imprese in coda e vertice al MIMIT: lo scenario
L’ultimo DL Fiscale, nello specifico il Decreto Legge 38/2026, ha stabilito per il credito d’imposta Transizione 5.0 una percentuale del 35%: l’atteso finanziamento integrativo per le aziende che erano rimaste in coda dopo la chiusura anticipata della misura, avvenuta a novembre 2025, è stato di portata nettamente inferiore rispetto alle attese. La circostanza ha spiazzato ulteriormente il mondo dell’impresa italiano, che già nel periodo di interruzione di Transizione 5.0 aveva esternato disagi e preoccupazioni. Confindustria, nella persona del presidente Emanuele Orsini ha richiesto con urgenza un vertice istituzionale: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha annunciato che la riunione si terrà mercoledì 1° aprile a Palazzo Piacentini.
Transizione 5.0: dalla sospensione della misura al rifinanziamento parziale
Le tribolazioni intorno all’incentivo per l’innovazione erano cominciate già il 7 novembre 2025, quando il MIMIT ha annunciato l’esaurimento delle risorse stanziate per Transizione 5.0, causando fortissima preoccupazione nel mondo dell’impresa, in virtù delle numerose aziende tagliate fuori dall’accesso alla misura mentre erano impegnate nella preparazione dell’istanza.
Nei giorni immediatamente successivi era stata data la possibilità alle imprese “esodate” di poter presentare comunque domanda fino al 27 novembre 2025 (termine anticipato rispetto a quello originario del 31 dicembre 2025) effettuando una scelta tra Transizione 4.0 e 5.0. L’obiettivo era quello di garantire l’accesso all’agevolazione in caso di stanziamento di ulteriori fondi. La Legge di bilancio 2026 sembrava andare esattamente in questa direzione, con un finanziamento integrativo della misura di 1,3 miliardi. Il DL 38/2026 ha però configurato uno scenario di gran lunga diverso.
L’articolo 8 dell’ultimo provvedimento stabilisce per Transizione 5.0 un budget da 537 milioni di euro e un’intensità del credito d’imposta pari al 35%, una percentuale nettamente più bassa rispetto alle previsioni.
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Transizione 5.0: vertice tra il MIMIT e le imprese
Lo stravolgimento totale della prospettiva configurato dal DL 38/2026 ha causato inevitabilmente una fortissima apprensione nel mondo dell’impresa con tantissime realtà produttive che, dopo aver programmato degli investimenti particolarmente costosi in un clima già segnato dall’assoluta instabilità, si ritrovano con un beneficio più che dimezzato. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha sollecitato con urgenza un incontro tra il mondo dell’impresa e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per risolvere la situazione. Il MIMIT ha risposto convocando questo tavolo di confronto con le associazioni nazionali d’impresa mercoledì 1° aprile a Roma, nella sede ministeriale di Palazzo Piacentini.
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Come funziona il credito d'imposta Transizione 5.0 al 35% per le imprese in coda
Il DL 38/2026 (legge che ha configurato anche la rimozione del vincolo di provenienza “Made in EU” dei beni che rientrano nel nuovo Iperammortamento) disciplina le modalità d’accesso al credito d’imposta Transizione 5.0 per le imprese che hanno fatto richiesta tra il 7 e il 27 novembre 2025. Entro il 30 aprile 2026, il GSE provvede a comunicare ai soggetti il beneficio maturato, previa informativa all’Agenzia delle Entrate. Dopo cinque giorni dalla comunicazione, le aziende possono accedere al credito, il cui utilizzo è consentito esclusivamente in compensazione tramite modello F24 ed entro il termine del 31 dicembre 2026, senza applicazione dei limiti ordinariamente previsti per i crediti d’imposta. Il credito non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP e non rileva ai fini di specifici rapporti fiscali.
a cura di Emilio Scibona
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