Immagine di uno stabilimento industriale

Transizione 5.0: il credito per le imprese in coda passa dal 35% al 90%

Il credito d’imposta Transizione 5.0 per le imprese in coda passa dal 35% all’89,77%. Il provvedimento è diventato effettivo dopo l’approvazione del DL 42/2026 (o DL Carburanti) che emenda il Decreto Fiscale del 26 marzo 2026, nel quale era stato configurato il taglio iniziale dell’intensità del beneficio, al quale è seguita una reazione molto forte da parte del mondo dell’impresa.

Aggiornamento credito imprese in coda Transizione 5.0: dall'iniziale taglio al passo indietro

Nei mesi a cavallo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 la misura Transizione 5.0 è stata al centro di diversi stravolgimenti. A novembre del 2025 era stato annunciato l’esaurimento delle risorse disponibili: in quel frangente era stato comunque consentito alle imprese tagliate fuori mentre stavano preparando la domanda, di poter presentare istanza fino al 27 novembre e inserirsi “in coda” nell’attesa di nuovi fondi.

Con la Legge di bilancio 2026 era stato configurato un rifinanziamento quasi integrale della misura ma il DL 38/2026, pubblicato alla fine di marzo 2026 – nel contesto internazionale segnato dalle operazioni militari israelo-statunitensi in Iran – ha consegnato uno scenario molto diverso fissando la percentuale finale del credito d’imposta Transizione 5.0 al 35%. La circostanza in questione ha riacceso una forte preoccupazione nel mondo dell’impresa italiana, che si è mobilitato sin da subito per sottolineare gli effetti negativi di questa riduzione. A seguito di un vertice tra le associazioni di categoria e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) si sono creati i presupposti per rivedere la decisione iniziale, cosa che è effettivamente accaduta con la pubblicazione del DL Carburanti.

img_iscrizione-canali-social-ransomtax-telegram-whatsapp

Non perdere le migliori opportunità per la tua impresa.
Iscriviti ai nostri canali!

Percentuale Transizione 5.0 per le imprese in coda all'89,77%: cosa dice il DL 42/2026

L’articolo 1 del DL 42/2026 interviene direttamente sull’articolo 8 del decreto legge pubblicato il 28 marzo 2026, che aveva configurato la percentuale del 35%. In sintesi, con questo provvedimento le risorse destinate a Transizione 5.0 passano da 537 milioni a 1, 3 miliardi di euro (il budget che era stato configurato inizialmente dalla Legge di Bilancio) e alle imprese che hanno ricevuto la comunicazione di ammissibilità dell’investimento da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) viene riconosciuta la percentuale di credito d’imposta dell’89,77%.

Le imprese, entro il 30 aprile 2026, riceveranno comunicazione dal GSE sull’importo di credito utilizzabile. Le modalità di utilizzo del credito d’imposta Transizione 5.0 restano uguali anche per le imprese in coda: il beneficio va utilizzato in compensazione tramite F24 a partire dal quinto giorno successivo la comunicazione ufficiale del GSE ed entro il termine ultimo del 31 dicembre.

Rimani sempre aggiornato

Iscriviti alla newsletter di Ransomtax per ricevere tutte le notizie

Transizione 5.0: contributo da 200 milioni per gli investimenti in rinnovabili

Nel comma 3 del DL 42/2026, viene configurato per le imprese in coda per Transizione 5.0 un ulteriore budget di 200 milioni di euro per gli investimenti in sostenibilità. I fondi sono ripartiti per il triennio 2026-2028 come segue:

  • 2026: 57,7 milioni di euro;
  • 2027: 80 milioni di euro;
  • 2028: 60 milioni di euro.

Il contributo copre, in proporzione, investimenti in impianti rinnovabili per autoconsumo, sistemi di accumulo e spese di certificazione, nel rispetto del principio DNSH. L’importo non può superare il credito d’imposta richiesto e la sua erogazione è gestita dal Ministero competente secondo norme UE sugli aiuti di Stato.

a cura di Centro Studi Ransomtax

Richiedi maggiori informazioni

Lascia i tuoi dati. Ti ricontatteremo per fornirti tutto il supporto di cui hai bisogno