Pannelli fotovoltaici

Parco agrisolare 2026: come funziona la misura per il fotovoltaico

Agevolazione per gli investimenti nel fotovoltaico, il Parco agrisolare è stato confermato anche per il 2026. La misura è aperta alle imprese di tutte le dimensioni attive nel campo agricolo e agroindustriale nonché alle cooperative: le parti in questione possono partecipare singolarmente o in forma aggregata.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto: la percentuale varia a seconda del soggetto beneficiario, della dimensione d’impresa, della localizzazione geografica e della tipologia di investimento, fino ad arrivare a un massimale dell’80%. Il budget complessivo della misura è di 789 milioni e il 40% di queste risorse è destinato alle imprese del Mezzogiorno. Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 10 Marzo 2026 fino alle ore 12:00 del 9 Aprile 2026 tramite la piattaforma informatica del GSE.

Parco agrisolare 2026: chi può accedere alla misura

Come specificato nell’articolo 2 del decreto del 17 dicembre 2025, emanato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), i destinatari della misura sono i seguenti:

  • a) gli imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • b) le imprese agroindustriali;
  • c) indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’articolo 2135 del Codice civile e le cooperative o loro consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228;
  • d) i soggetti di cui alle lettere a), b) e c) costituiti in forma aggregata quale, a titolo esemplificativo e non esaustivo, associazioni temporanee di imprese (A.T.I.), raggruppamenti temporanei di impresa (R.T.I), reti d’impresa, comunità energetiche rinnovabili (CER).

Le imprese interessate devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituite e iscritte come attive nel Registro delle imprese;
  • godere dei pieni diritti e avere capacità di contrarre con la Pubblica Amministrazione;
  • non essere soggetti a sanzioni interdittive o ad altri provvedimenti che vietino di contrarre con la Pubblica Amministrazione;
  • non avere amministratori o rappresentanti responsabili di false dichiarazioni verso la Pubblica Amministrazione per l’ottenimento di contributi;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi, certificati dal DURC;
  • non essere in stato di fallimento, liquidazione o altre procedure concorsuali (salvo concordato con continuità aziendale);
  • non essere destinatari di ordini di recupero per aiuti di Stato illegali e aver restituito eventuali somme dovute per revoche di agevolazioni;
  • non aver subito, nei tre anni precedenti, revoche totali di agevolazioni ministeriali (salvo rinunce);
  • non trovarsi nella condizione di “impresa in difficoltà” secondo la normativa europea vigente.

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Parco agrisolare 2026: investimenti finanziabili e spese ammissibili

La misura Parco agrisolare 2026 è principalmente pensata per agevolare le spese per l’installazione di impianti fotovoltaici. Gli impianti in questione devono avere una potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 1000 kWp.

Parallelamente, è possibile utilizzare i fondi derivati dall’agevolazione per cinque interventi complementari: la rimozione dell’amianto; l’isolamento termico dei tetti; la realizzazione di un sistema di areazione per i tetti; l’acquisto e installazione di sistemi di accumulo; infine, l’acquisto di dispositivi di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile.

Le spese ammissibili per quanto riguarda la realizzazione di impianti fotovoltaici sono le seguenti:

  • acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto;
  • sistemi di accumulo;
  • fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi;
  • costi di connessione alla rete.

Il massimale di spesa complessivo per gli interventi agevolabili con il Parco agrisolare 2026 è fissato in 2.260.000 euro.

Per quanto riguarda l’installazione di impianti fotovoltaici l’importo massimo di spese ammissibili è di 1.500.000 euro. Sempre in relazione agli impianti fotovoltaici sono individuati, inoltre, i seguenti costi specifici:

  • fino a 1.500 €/kWp per i moduli fotovoltaici i cui produttori risultino iscritti al Registro dei Moduli Fotovoltaici di ENEA (redatto ai sensi dell’articolo 12 comma 1 del decreto legge 9 dicembre 2023) e ricadano nella Categoria B o C;
  • fino a 1.000 €/kWp per i moduli fotovoltaici i cui produttori risultino iscritti al Registro dei Moduli Fotovoltaici di ENEA (redatto ai sensi dell’articolo 12 comma 1 del decreto legge 9 dicembre 2023) e ricadano nella Categoria A.

Il tetto massimo di spesa per gli interventi complementari (rimozione amianto, isolamento termico, areazione dei tetti) è di 700.000 euro; per i sistemi di accumulo e i dispositivi di ricarica elettrica il limite è fissato, rispettivamente, a 50.000 e 10.000 euro.

Parco agrisolare – categoria d’interventoInvestimento massimo consentito
Parco agrisolare – categoria d’intervento2.260.000 euro
Impianti fotovoltaici1.500.000 euro
Interventi complementari700.000 euro
Sistemi di accumulo50.000 euro
Dispositivi di ricarica elettrica10.000 euro

Costi di progettazione, asseverazioni ed altre spese professionali richieste dal tipo di lavori, comprese quelle relative all’elaborazione e presentazione dell’istanza, rientrano tra le spese ammesse nei limiti stabiliti dalla norma.

Intensità contributo Parco agrisolare 2026

L’intensità del contributo varia a seconda del settore in cui opera il soggetto beneficiario e alla dimensione d’impresa nonché alla tipologia di investimento agevolato.

Per le aziende attive nella produzione primaria agricola e nella trasformazione dei prodotti agricoli l’intensità del contributo raggiunge il massimale previsto dell’80% dei costi ammissibili.

Alle aziende che si occupano della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli e a quelle attive nella produzione agricola primaria che eccedono il limite di autoconsumo condiviso spetta, invece, una percentuale del 30% dei costi ammissibili. Per queste due categorie è, comunque, possibile un incremento, calcolato sulla dimensione d’impresa o sulla sua localizzazione, nel seguente modo:

  • 20% alle piccole imprese;
  • 15% per investimenti effettuati nelle zone assistite che soddisfano le condizioni di cui all’art. 107, par. 3, lett. a) del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;
  • 10% per gli aiuti concessi alle medie imprese.

Parco agrisolare 2026: cumulabilità con altre misure

Come stabilito dall’art. 5 del Decreto MASAF del 17 dicembre 2025, l’agevolazione Parco agrisolare 2026 può essere, in relazione agli stessi costi ammissibili, cumulata con altri aiuti di Stato e de minimis, purché tale cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto stabilita per ciascuna tipologia di misura.

Il cumulo con altre misure di sostegno pubbliche, sempre ai sensi del decreto, è possibile a patto che non riguardi gli stessi costi ammissibili, in modo parziale o totale, e che non venga, altresì, superato il costo sostenuto per l’intervento agevolato utilizzando i fondi dell’iniziativa.

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Come presentare le domande per il bando Parco agrisolare 2026

Le imprese che vogliono richiedere l’agevolazione prevista dal Parco agrisolare 2026 devono presentare domanda al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che è il soggetto attuatore del bando. Il periodo di presentazione delle domande va dal 10 marzo alle ore 12:00 al 9 aprile 2026, con chiusura sempre a mezzogiorno.

Assieme alla domanda occorre presentare anche un modulo informatizzato che includa l’anagrafica del Soggetto beneficiario, la descrizione catastale dei manufatti oggetto di intervento, la descrizione di massima dell’intervento, la richiesta di contributo e la dichiarazione resa ai sensi del DPR 445/2000.

Inoltre, è necessario allegare anche una perizia tecnica asseverata, rilasciata da un professionista abilitato, che deve contenere:

  • descrizione del sito e degli interventi oggetto della richiesta di contributo;
  • stima preliminare dei costi, suddivisa per tipologie di intervento previste dall’articolo 6;
  • cronoprogramma tecnico-amministrativo degli interventi, dalla concessione del contributo alla conclusione dei lavori, nel rispetto delle tempistiche del PNRR;
  • descrizione tecnica dettagliata dei lavori, con indicazione dei materiali utilizzati e conformità al principio “non arrecare un danno significativo” (art. 17 Reg. UE 2020/852), come specificato nell’Avviso di cui all’art. 13;
  • visura catastale del fabbricato;
  • documentazione identificativa dell’immobile;
  • dossier fotografico ante operam, attestante lo stato dei luoghi ed eventuale presenza di amianto alla data di presentazione della domanda;
  • ulteriore documentazione richiesta dalla modulistica del Soggetto attuatore, secondo quanto previsto dai Provvedimenti e dall’Avviso di cui all’articolo 13.

Nel caso in cui la domanda venga accolta, i beneficiari dovranno realizzare, collaudare e rendicontare gli interventi entro 18 mesi dalla data della pubblicazione dell’elenco degli ammessi all’agevolazione.

Il contributo viene erogato tramite bonifico bancario sull’IBAN indicato nella domanda presentata in un’unica soluzione alla fine dell’intervento agevolato: è possibile richiedere un anticipo del 30% dell’importo presentando idonea garanzia fideiussoria rilasciata da istituti bancari primari.

L’erogazione del contributo avviene in un’unica soluzione a saldo, previo espletamento delle verifiche previste, entro il termine di 90 giorni dall’acquisizione della documentazione completa.

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Conclusioni

Tra gli incentivi per il fotovoltaico il Parco agrisolare 2026 rappresenta una delle migliori opportunità: lo è, in particolare, per le imprese del Sud Italia visto che il decreto MASAF destina il 40% delle risorse della misura alle regioni del Mezzogiorno.

Per quanto abbia un potenziale importante, va comunque sottolineato che si tratta di una misura che richiede moltissimi adempimenti, sia economici che puramente tecnici, da effettuare con massimo zelo onde evitare di ritrovarsi con spiacevoli sorprese da affrontare.

Ciò che fa davvero la differenza, nel caso specifico come in generale, è avere una visione ben chiara dell’utilizzo che si vuole fare dell’agevolazione come leva di sviluppo per la propria impresa. Il potenziale valore della misura può essere massimizzato anche sfruttando il cumulo con altre agevolazioni riguardanti il fotovoltaico o l’autoconsumo. In questo senso, un supporto qualificato che ha cognizione dello scenario della finanza agevolata e del funzionamento delle misure, può creare le condizioni vincenti per valorizzare al massimo un incentivo.

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a cura di Centro Studi Ransomtax

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