Iperammortamento 2026: tutto quello che c’è da sapere
La Legge di bilancio 2026 stabilisce, per le misure Transizione 4.0 e 5.0, la sostituzione del credito d’imposta con l’iperammortamento. Questo, era già stato introdotto nell’ordinamento italiano con la Legge di bilancio del 2017, venendo poi due anni dopo superato con il credito d’imposta per l’agevolazione all’acquisto di beni materiali e immateriali correlati al modello di Industria 4.0.
Con la nuova legge finanziaria viene introdotta una versione dell’iperammortamento rivista rispetto a quella originale dello scorso decennio. Cosa cambia, dunque? In questo articolo trovi tutte le informazioni da conoscere sull’iperammortamento 2026.
In questo articolo:
• Come funziona l’iperammortamento 2026
• Quali sono le aliquote dell’iperammortamento 2026?
• Iperammortamento 2026: un esempio pratico
• Iperammortamento 2026: quali sono i beni agevolabili?
• Iperammortamento 2026 e vincolo di provenienza dei beni Made in EU
• Chi può accedere (e chi no) all’iperammortamento 2026
• Decreto attuativo iperammortamento 2026: lo scenario
Come funziona l’iperammortamento 2026
Rispetto al credito d’imposta, che può essere utilizzato solamente tramite compensazione, attraverso l’iperammortamento 2026 (evoluzione di quello introdotto nel 2018) un’impresa può effettuare una maggiorazione del costo di acquisto di uno dei beni inclusi nelle misure di Transizione 4.0 e 5.0. Di conseguenza, con un aumento del prezzo di acquisizione sarà possibile ottenere una maggiore deduzione del costo. Le ultime modifiche della Legge di bilancio, stabiliscono che il beneficio sarà applicabile per gli investimenti effettuati dal dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Quali sono le aliquote dell’iperammortamento 2026?
Per quanto riguarda la maggiorazione applicabile ai beni strumentali materiali e immateriali (ovvero quelli funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, elencati negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 l’aliquota, ai sensi dell’art. 1 comma 427 della finanziaria, varia in modo decrescente, a seconda della portata dell’investimento. Entrando nello specifico:
- 180% di maggiorazione fiscale fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% tra 2,5 e 10 milioni di euro;
- 50% tra 10 e 20 milioni di euro.
Inizialmente, erano previste anche delle aliquote ulteriormente incrementate per investimenti nell’ambito della transizione ecologica ma queste, alla fine, non sono state inserite nel testo definitivo della Legge di bilancio.
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Iperammortamento 2026: un esempio pratico
Immaginiamo che un’impresa debba effettuare un investimento per acquistare un bene strumentale da 200.000 euro. All’acquisto di questo bene, con l’iper ammortamento 2026 può essere applicata una maggiorazione del 180%, che porta il totale deducibile a 560.000 euro. Con l’aliquota IRES al 24%, il risparmio ottenuto attraverso l’agevolazione arriva a 86.400 euro.
Iperammortamento 2026: quali sono i beni agevolabili?
I beni che rientrano nell’agevolazione dell’iperammortamento 2026 sono quelli specificati negli allegati IV e V della Legge di bilancio 2026, ovvero quelli legati al modello di Industria 4.0.
L’allegato IV si divide in quattro sezioni che indicano i beni di riferimento; queste sono:
- Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;
- Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
- Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0»
- Beni strumentali per l’elaborazione, la memorizzazione e la trasmissione dei dati funzionali alla trasformazione digitale delle imprese.
I beni immateriali invece sono elencati nell’allegato V. Tra questi, in generale, rientrano:
- Software e piattaforme per progettazione, simulazione, prototipazione e gestione del ciclo di vita dei prodotti;
- Sistemi per gestione e ottimizzazione dei processi produttivi, della logistica e della supply chain;
- Tecnologie basate su dati, IoT, cloud, analytics e intelligenza artificiale per analisi, decisioni e automazione;
- Soluzioni per interazione uomo-macchina, robotica, realtà estesa e digital twin per migliorare produzione e manutenzione;
- Strumenti per cybersecurity, efficienza energetica, sostenibilità, gestione dei dati e sviluppo rapido di applicazioni.
Per approfondire ulteriormente nel dettaglio tipologia di beni e caratteristiche, si rimanda alla norma di riferimento.
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Iperammortamento 2026 e vincolo di provenienza dei beni Made in EU
Originariamente, per i beni agevolabili con l’iperammortamento 2026 era previsto un vincolo di provenienza dall’Unione Europea o dai paesi aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo.
Questo vincolo, che ha generato molte polemiche e discussioni, è stato definitivamente rimosso con l’articolo 7 del DL 38/2026, che modifica il comma 427 dell’articolo 1 della Legge di bilancio 2026.
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Chi può accedere (e chi no) all'iperammortamento 2026
La deduzione maggiorata per i beni strumentali è riservata a tutte le imprese attive in Italia, in regola con gli adempimenti fiscali, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi da utilizzare nell’ambito della propria attività produttiva.
Fanno eccezione le imprese agricole, per le quali la Legge di bilancio 2026 prevede un credito d’imposta ad hoc del 40%.
Le aziende richiedenti non devono trovarsi in stato di liquidazione o fallimento, né essere oggetto di sanzioni interdittive, al fine di ottenere l’agevolazione. Sono esclusi anche i singoli professionisti.
Per le imprese ammesse al beneficio l’accesso è, in ogni caso, subordinato al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e all’adempimento dei doveri di contribuzione previdenziale e assistenziale dei lavoratori.
Decreto attuativo iperammortamento 2026: lo scenario
Originariamente, il decreto attuativo dell’iperammortamento 2026 era atteso tra fine gennaio e inizio febbraio ma si sono registrati dei ritardi: a marzo 2026 la pubblicazione del testo definitivo non è ancora avvenuta.
La causa principale della dilatazione della tempistica d’uscita del decreto attuativo dell’iperammortamento 2026 è stata la questione legata al vincolo di provenienza Made in Eu sui beni agevolabili.
Come già spiegato in precedenza, il Governo ha annunciato di voler rimuovere questo vincolo e il decreto attuativo dell’iperammortamento, tra le altre cose, dovrebbe definire proprio questo passaggio assieme alle regole operative della misura.
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Iperammortamento 2026: cumulabilità con altre misure
L’iperammortamento 2026 è cumulabile con ulteriori agevolazioni finanziate con risorse nazionali ed europee che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che il sostegno non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti del progetto di innovazione e non porti al superamento del costo sostenuto.
Il beneficio non si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 446, della legge 30 dicembre 2024, n. 207.
Iperammortamento 2026 Gse: come presentare la domanda
Per l’accesso all’iperammortamento 2026, come stabilito dall’articolo 1 comma 430 della Legge di Bilancio 2026, le imprese devono trasmettere in via telematica tramite una piattaforma sviluppata dal GSE (Gestore dei servizi energetici) apposita comunicazione e le certificazioni correlate agli investimenti agevolabili, usando modelli standardizzati.
In Ransomtax aiutiamo le imprese a trasformare gli investimenti in opportunità concrete, riducendo rischi e incertezze legati alla finanza agevolata.
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a cura di Emilio Scibona
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