
Iperammortamento 2026: tutto quello che c’è da sapere
Introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, in continuità con Transizione 4.0 e 5.0, l’Iperammortamento 2026 consiste in una maggiorazione percentuale del prezzo d’acquisto dei beni strumentali materiali e immateriali specificati negli allegati IV e V della legge finanziaria 2026. L’aliquota di maggiorazione varia a seconda della portata dell’investimento effettuato e per il 2026 le soglie sono le seguenti: 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro; 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro. La misura prevede una sequenza di cinque comunicazioni da effettuare: preventiva, di conferma, di completamento dell’investimento, dei dettagli dell’investimento inclusi prezzi e utilizzo previsto del beneficio, infine quella relativa al piano di ammortamento. Le domande possono essere presentate a partire dal 12 giugno 2026. Il 21 luglio 2026 è stata attivata anche la piattaforma per le comunicazioni di conferma.
In questo articolo:
• Come funziona l’iperammortamento 2026
• Chi può accedere (e chi no) all’iperammortamento 2026
• Quali sono le aliquote dell’iperammortamento 2026?
• Calcolo Iperammortamento 2026: un esempio pratico
• Iperammortamento 2026: quali sono i beni agevolabili?
• Iperammortamento 2026 GSE: come funziona la procedura
• Iperammortamento 2026 leasing e anticipo 20%: come funziona
Come funziona l’iperammortamento 2026
Rispetto al credito d’imposta, che può essere utilizzato solamente tramite compensazione, attraverso l’iperammortamento 2026 (evoluzione di quello introdotto nel 2018) un’impresa può effettuare una maggiorazione del costo di acquisto di uno dei beni inclusi nelle misure di Transizione 4.0 e 5.0. Di conseguenza, con un aumento del prezzo di acquisizione sarà possibile ottenere una maggiore deduzione del costo. Le ultime modifiche della Legge di bilancio, stabiliscono che il beneficio sarà applicabile per gli investimenti effettuati dal dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Chi può accedere (e chi no) all'iperammortamento 2026
La deduzione maggiorata per i beni strumentali è riservata a tutte le imprese attive in Italia, in regola con gli adempimenti fiscali, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi da utilizzare nell’ambito della propria attività produttiva.
Fanno eccezione le imprese agricole, per le quali la Legge di bilancio 2026 prevede un credito d’imposta ad hoc del 40%.
Le aziende richiedenti non devono trovarsi in stato di liquidazione o fallimento, né essere oggetto di sanzioni interdittive, al fine di ottenere l’agevolazione. Sono esclusi anche i singoli professionisti.
Per le imprese ammesse al beneficio l’accesso è, in ogni caso, subordinato al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e all’adempimento dei doveri di contribuzione previdenziale e assistenziale dei lavoratori.
Quali sono le aliquote dell’iperammortamento 2026?
Per quanto riguarda la maggiorazione applicabile ai beni strumentali materiali e immateriali (ovvero quelli funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, elencati negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 l’aliquota, ai sensi dell’art. 1 comma 427 della finanziaria, varia in modo decrescente, a seconda della portata dell’investimento. Entrando nello specifico:
- 180% di maggiorazione fiscale fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% tra 2,5 e 10 milioni di euro;
- 50% tra 10 e 20 milioni di euro.
Come specificato nel decreto attuativo dell’Iperammortamento, queste aliquote si applicano al 2026 e non all’intero triennio di attività della misura. In principio, erano previste anche delle aliquote ulteriormente incrementate per investimenti nell’ambito della transizione ecologica ma queste, alla fine, non sono state inserite nel testo definitivo della Legge di bilancio.
Calcolo Iperammortamento 2026: un esempio pratico
Per il calcolo dell’iperammortamento 2026 è necessario applicare la maggiorazione fiscale prevista dalla normativa al costo di acquisto del bene. Il risultato rappresenta il valore fiscalmente deducibile sul quale vengono calcolate le quote di ammortamento.
Ecco, dunque un esempio pratico di calcolo dell’Iperammortamento 2026: immaginiamo che un’impresa debba effettuare un investimento per acquistare un bene strumentale da 200.000 euro. All’acquisto di questo bene, con l’iper ammortamento 2026 può essere applicata una maggiorazione del 180%, che porta il totale deducibile a 560.000 euro. Con l’aliquota IRES al 24%, il risparmio ottenuto attraverso l’agevolazione arriva a 86.400 euro.
Iperammortamento 2026: quali sono i beni agevolabili?
I beni che rientrano nell’agevolazione dell’iperammortamento 2026 sono quelli specificati negli allegati IV e V della Legge di bilancio 2026, ovvero quelli legati al modello di Industria 4.0.
L’allegato IV si divide in quattro sezioni che indicano i beni di riferimento; queste sono:
- Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;
- Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
- Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0»
- Beni strumentali per l’elaborazione, la memorizzazione e la trasmissione dei dati funzionali alla trasformazione digitale delle imprese.
I beni immateriali invece sono elencati nell’allegato V. Tra questi, in generale, rientrano:
- Software e piattaforme per progettazione, simulazione, prototipazione e gestione del ciclo di vita dei prodotti;
- Sistemi per gestione e ottimizzazione dei processi produttivi, della logistica e della supply chain;
- Tecnologie basate su dati, IoT, cloud, analytics e intelligenza artificiale per analisi, decisioni e automazione;
- Soluzioni per interazione uomo-macchina, robotica, realtà estesa e digital twin per migliorare produzione e manutenzione;
- Strumenti per cybersecurity, efficienza energetica, sostenibilità, gestione dei dati e sviluppo rapido di applicazioni.
Tra i beni immateriali agevolabili con l’iperammortamento 2026 non rientrano i software in cloud, che, a dispetto delle previsioni, non sono stati inclusi nel decreto attuativo della misura, firmato i primi giorni di maggio.
Per approfondire ulteriormente nel dettaglio tipologia di beni e caratteristiche, si rimanda alla norma di riferimento.
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Iperammortamento 2026 GSE: come funziona la procedura
Per accedere all’Iperammortamento 2026 tramite il GSE sono previste tre comunicazioni principali: la comunicazione preventiva, necessaria per prenotare l’agevolazione; la comunicazione di conferma, che attesta l’avvio dell’investimento; e la comunicazione di completamento, da presentare una volta concluso l’investimento.
Alla comunicazione di conferma si aggiungono due successivi adempimenti di monitoraggio, che sono stati stabiliti dal decreto attuativo dell’Iperammortamento 2026.
Il primo va trasmesso entro il 20 gennaio di ogni anno e contiene i dati relativi agli investimenti effettuati, ai costi sostenuti e all’utilizzo previsto del beneficio. Il secondo va presentato entro il 30 giugno e riguarda il piano di ammortamento e le quote di maggiorazione imputate ai singoli esercizi.
La procedura Iperammortamento 2026 GSE si articola quindi nei seguenti passaggi:
Comunicazione preventiva, con i dati dell’impresa e dell’investimento;
Comunicazione di conferma, da presentare entro 60 giorni dall’esito positivo della preventiva e contenente l’attestazione dell’acconto minimo del 20%;
Comunicazione di completamento dell’investimento, con la documentazione tecnica e contabile richiesta;
Comunicazione annuale entro il 20 gennaio, relativa agli investimenti e ai costi sostenuti;
Comunicazione entro il 30 giugno, con il piano di ammortamento e le quote di beneficio imputate.
Per gli investimenti in leasing, il requisito dell’acconto del 20% previsto per la comunicazione di conferma viene assolto attraverso la stipula del contratto di locazione finanziaria e l’impegno della società concedente verso il fornitore, formalizzato con l’ordine di acquisto.
La comunicazione di completamento deve essere accompagnata dalla perizia tecnica asseverata relativa ai beni e alla loro interconnessione, oltre alla certificazione contabile delle spese. Per l’Iperammortamento 2026 non è prevista l’autocertificazione sostitutiva della perizia per gli investimenti inferiori a 300.000 euro.
Iperammortamento leasing e anticipo 20%: come funziona
L’Iperammortamento 2026 può essere applicato anche ai beni acquisiti tramite leasing finanziario.
Nel caso di acquisto diretto, la comunicazione di conferma al GSE deve attestare il pagamento di un acconto almeno pari al 20% del costo di acquisizione del bene. La comunicazione deve essere trasmessa entro 60 giorni dalla ricezione dell’esito positivo della comunicazione preventiva.
Per l’Iperammortamento 2026 in leasing, invece, il requisito dell’acconto minimo del 20% si considera soddisfatto con la stipula del contratto di locazione finanziaria e con l’impegno della società concedente verso il fornitore, formalizzato attraverso l’ordine di acquisto. Non è quindi necessario versare un acconto del 20% secondo le modalità previste per l’acquisto diretto.
Anche in caso di leasing, l’operazione deve essere indicata nella comunicazione di conferma al GSE, associando al bene i dati del contratto di locazione finanziaria.
Dal punto di vista fiscale, la maggiorazione dell’Iperammortamento per i beni in leasing opera sui canoni di locazione finanziaria secondo le regole fiscali applicabili. Le aliquote della maggiorazione restano invece quelle previste dalla misura, indipendentemente dalla modalità di acquisizione del bene.
In breve:
- Acquisto diretto: acconto del 20% e comunicazione di conferma al GSE;
- Leasing: contratto di locazione finanziaria e impegno della società concedente verso il fornitore;
- In entrambi i casi: accesso all’Iperammortamento 2026 alle condizioni previste dalla misura.
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Iperammortamento 2026: cumulabilità con altre misure
L’iperammortamento 2026 è cumulabile con ulteriori agevolazioni finanziate con risorse nazionali ed europee che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che il sostegno non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti del progetto di innovazione e non porti al superamento del costo sostenuto.
Il beneficio non si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 446, della legge 30 dicembre 2024, n. 207.
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Iperammortamento 2026: come presentare la domanda
Le imprese possono presentare le istanze di prenotazione per l’iperammortamento 2026 nell’apposita piattaforma istituita sul sito del GSE (Gestore dei servizi energetici) a partire dal 12 giugno 2026. Il 21 luglio è stata aperta, sempre sul sito del GSE, la piattaforma per presentare le comunicazioni di conferma dell’investimento.
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a cura di Emilio Scibona
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