Internazionalizzazione in India: le opportunità della nuova misura Simest
Si è aperto lo sportello per la nuova misura Simest dedicata al mercato indiano. Si tratta di un’importante iniziativa a supporto delle imprese italiane istituita dal decreto Economia (D.L. n. 95/2025) interessate a investire, espandersi o rafforzare la propria presenza in uno dei mercati a più alta crescita globale nel commercio globale, sia per la crescente attenzione verso innovazione, sostenibilità e digitalizzazione.
Possono presentare domanda le imprese italiane che investono o intendono investire in India, che vi operano stabilmente o che hanno rapporti commerciali con il Paese. Ammesse anche le imprese non esportatrici dirette, ma parte di filiere attive sul mercato indiano. L’agevolazione prevede un finanziamento a tasso agevolato e, in alcuni casi, un contributo a fondo perduto.
A chi si rivolge la misura
La misura è aperta a tutte le imprese italiane con sede legale e operativa in Italia, siano esse singole o appartenenti a reti d’impresa. Ma per accedere al finanziamento, è necessario dimostrare un legame sostanziale con l’India. Le condizioni per partecipare sono infatti chiare e ben calibrate:
1. l’impresa deve impegnarsi a destinare almeno il 30% dell’investimento ammissibile sul territorio indiano, oppure
2. Avere già una presenza stabile in India, oppure
3. Dimostrare che almeno il 2% del proprio fatturato derivi da esportazioni o importazioni con l’India.
In alternativa, possono accedere anche le imprese inserite in filiere produttive a vocazione internazionale, purché esistano rapporti documentabili con altre aziende italiane già operative nel mercato indiano. Come sempre, SIMEST richiede anche il rispetto di requisiti formali: iscrizione al Registro delle Imprese, il deposito di almeno due bilanci o dichiarazioni fiscali, e la regolarità contributiva (DURC).
Cosa finanzia Simest India
Uno degli aspetti più interessanti della misura è la flessibilità e ampiezza degli investimenti ammissibili. Le imprese potranno infatti accedere al finanziamento non solo per progetti commerciali o produttivi in senso stretto, ma anche per azioni strategiche legate all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione, alla sostenibilità ambientale e sociale, e alla formazione.
Ecco alcune delle principali spese ammissibili (elenco non esaustivo ma meramente rappresentativo delle tante possibilità di investimento, si veda circolare n. 2/394/2025):
- Macchinari e impianti produttivi, acquistati o in leasing finanziario;
- Tecnologie hardware e software, anche per il potenziamento di sistemi esistenti;
- Integrazione digitale dei processi aziendali, inclusa la digitalizzazione dei modelli organizzativi;
- Sistemi avanzati di cyber security, cloud computing, big data, intelligenza artificiale, realtà aumentata, robotica collaborativa e altri strumenti in ottica Industria 4.0 e 5.0;
- Investimenti in blockchain, disaster recovery e business continuity;
- Progetti orientati alla sostenibilità ambientale e sociale, sia in India che in Italia, come interventi di efficientamento energetico, gestione idrica e riduzione dell’impatto climatico;
- Acquisto o potenziamento di strutture immobiliari e produttive in India;
- Attività formative per il personale (sia in Italia che in India);
- Missioni commerciali, partecipazione a fiere, viaggi di lavoro e spese per consulenze specialistiche, anche in ambito ambientale.
Tipologia di agevolazione: finanziamento agevolato e fondo perduto
Le imprese selezionate potranno beneficiare di una doppia agevolazione: un finanziamento agevolato con durata di 6 anni, di cui 2 anni di preammortamento. Il tasso applicato potrà essere ridotto fino all’80% rispetto al tasso di riferimento UE ed un contributo a fondo perduto, in regime de minimis, con intensità variabile fino al 20% dell’investimento, con un massimo di 200.000 euro, per le imprese del Mezzogiorno, PMI innovative e Startup e fino al 10%, con un tetto massimo di 100.000 euro, per tutte le altre imprese.
Gli importi finanziabili partono da un minimo di 10.000 euro e arrivano a:
- 500.000 euro per microimprese,
- 2,5 milioni per PMI e startup,
- 5 milioni per le altre imprese.
In ogni caso, il massimale sarà definito anche sulla base della media dei ricavi degli ultimi due esercizi.
Come e quando presentare la domanda
La domanda va presentata esclusivamente online attraverso il portale Simest.
Nelle prime cinque giornate (dal 16 al 20 settembre 2025), per gestire al meglio l’afflusso di richieste, l’accesso al portale è stato regolato tramite “coda virtuale”, con orario dalle 9.00 alle 18.00.
Lo sportello per la presentazione delle domande è attualmente aperto. È possibile richiedere il contributo fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
Con questa nuova misura, Simest mette a disposizione delle imprese italiane uno strumento solido, flessibile e in linea con le sfide dell’internazionalizzazione contemporanea. Non si tratta solo di espandersi geograficamente, ma di farlo in modo sostenibile, innovativo e strategico.
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a cura di Centro Studi Ransomtax
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