Fondo turismo 2026: come funziona l'incentivo per le imprese
Il fondo turismo 2026 è un’agevolazione nazionale a sostegno degli investimenti delle aziende del comparto turistico, già inserita nella Legge di bilancio 2026. L’agevolazione, varata dal Ministero del Turismo (MiTur) e gestita da Invitalia, ha un budget da 109 milioni di euro e consiste in un contributo a fondo perduto del 30% sulle spese ammissibili e in un finanziamento agevolato del 70% sui medesimi importi. All’iniziativa possono accedere le imprese del settore turistico riferite ai codici ATECO specificati nel decreto nonché alle aziende attive da tre anni che, pur non rientrando in nessuno dei codici precedenti, dimostrano di avere un fatturato legato ad attività turistiche. Tempistiche e modalità di presentazione delle domande saranno specificate entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto attuativo, con un apposito avviso del MiTur.
Come funziona il fondo turismo 2026
La misura prevede, per le spese ammissibili, un contributo a fondo perduto e un finanziamento agevolato.
Il contributo a fondo perduto del fondo turismo 2026 è del 30% delle spese ammissibili ed ha un limite massimo di 4,5 milioni di euro. L’erogazione dell’acconto dell’importo è subordinata alla presentazione di idonee garanzie bancarie, assicurative e ipotecarie nel limite dell’importo erogato.
Il finanziamento agevolato è del 70% delle spese ammissibili e deve essere sostenuto dalle medesime garanzie richieste per il contributo a fondo perduto.
Il cumulo tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato non può in ogni caso superare il costo ammissibile del progetto d’investimento.
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Requisiti d’accesso al fondo turismo 2026
All’agevolazione fondo Turismo 2026 possono accedere le imprese del settore turistico con attività connesse ai seguenti codici ATECO:
- 55, 55.1, 55.10, 55.10.0 – Servizi di alloggio di alberghi e simili;
- 2, 55.20 Servizi di alloggio per vacanze e altri soggiorni di breve durata;
- 20.1 – Ostelli;
- 20.20 – Rifugi e baite di montagna;
- 20.41 – Bed and breakfast, servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze;
- 20.42 – Servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze;
- 20.49 – Altri servizi di supporto al trasporto marittimo e per vie d’acqua interne;
- 3, 55.30 – Servizi di aree di campeggio e aree attrezzate per veicoli ricreazionali;
- 30.0 – Campeggi;
- 30.02 – Villaggi turistici e alloggi glamping;
- 30.03 – Aree attrezzate per veicoli ricreazionali;
- 30.4 – Marina resort;
- 9, 55.90, 55.90.0 – Altri servizi di alloggio;
- 56 – Attività di servizi di ristorazione;
- 1 – Attività di ristoranti e di servizi di ristorazione mobile;
- 11 – Attività di ristoranti;
- 11.11 – Attività di ristoranti, escluse gelaterie e pasticcerie;
- 11.12 – Attività di ristoranti con servizio al tavolo, escluse gelaterie e pasticcerie;
- 11.12 – Attività di ristoranti senza servizio al tavolo o da asporto, escluse gelaterie e pasticcerie;
- 11.92 – Attività di ristoranti n.c.a;
- 11.91 – Attività di ristoranti connesse alle aziende agricole;
- 11.92 – Attività di ristoranti connesse alle aziende ittiche;
- 2 – Attività di servizi di catering per eventi, catering su base contrattuale e altri servizi di ristorazione;
- 21 – Attività di catering per eventi;
- 21.01 – Attività di catering per eventi presso location dei clienti;
- 21.02 – Attività di catering per eventi presso sale banchetti;
- 22 – Attività di servizi di catering su base contrattuale e altri servizi di ristorazione;
- 22.0 – Attività di servizi di catering su base contrattuale e altri servizi di ristorazione;
- 22.01 – Attività di servizi di catering su base contrattuale;
- 22.00 – Altri servizi di ristorazione;
- 23.1 – Servizi di centri termali;
- 23.10 – Servizi di centri termali;
- 23.9 – Altri servizi di centri benessere, sauna e bagno di vapore;
- 93 – Attività artistiche, sportive e di divertimento;
- 21, 93.21.0, 93.21.01 – Attività dei parchi di divertimento e dei parchi tematici;
- 29 – Discoteche, sale da ballo e simili;
- 29.20 – Gestione di stabilimenti balneari;
- 29.20 – Gestione di stabilimenti balneari;
- 82 – Attività amministrative e di servizi di supporto;
- 3, 82.30, 82.30.0 – Organizzazione di convegni e fiere;
- 30.01 – Organizzazione di conferenze e congressi.
Le imprese richiedenti devono essere iscritte al Registro delle imprese con uno dei codici ATECO indicati nel decreto, risultare attive e nel pieno esercizio dei propri diritti, senza essere coinvolte in procedure concorsuali o in liquidazione volontaria. Devono inoltre avere sede in Italia oppure in uno Stato appartenente allo Spazio Economico Europeo; in quest’ultimo caso, è necessario dimostrare la presenza di almeno una sede attiva sul territorio italiano.
È richiesto che non siano destinatarie di sanzioni interdittive e che risultino in regola con tutti gli obblighi previdenziali, fiscali e assicurativi. Le imprese non devono trovarsi nello “stato di difficoltà” così come definito dal Regolamento Europeo GBER, né aver usufruito di aiuti non spettanti. Infine, devono essere in regola con l’eventuale restituzione di aiuti indebitamente percepiti.
Anche le imprese non connesse a nessuno di questi codici ATECO possono comunque accedere alla misura a patto di dimostrare di avere un fatturato derivante da attività connessa al turismo. Queste devono essere iscritte al Registro delle Imprese da almeno 3 anni e rispettare gli stessi requisiti menzionati in precedenza.
Le imprese possono presentarsi in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete, che deve comprendere l’iscrizione delle stesse al Registro delle Imprese, la suddivisione di costi, competenze e spese per singolo partecipante e la nomina obbligatoria dell’organo comune che tiene i rapporti con l’ente gestore. Le imprese in forma congiunta possono presentare un’unica proposta.
Fondo turismo MiTur 2026: spese ammissibili
Per accedere al Fondo turismo 2026 del MiTur le imprese sono tenute a presentare un piano d’investimento nel quale devono essere specificati interventi che abbiano come fine lo sviluppo dell’offerta turistica in Italia. In questa categoria rientrano anche gli interventi finalizzati a destagionalizzare i flussi turistici come anche quelli che riguardano la digitalizzazione e la sostenibilità.
In linea generale gli investimenti ammessi nell’ambito del fondo turismo MiTur 2026 sono:
- Interventi di miglioramento d’efficienza energetica degli immobili (intera o parziale);
- Impianti e attrezzature per ridurre l’inquinamento con relative opere murarie e di installazione;
- Installazione di apparecchiature per la digitalizzazione degli edifici, in particolare per quanto riguarda l’uso di sistemi di intelligenza artificiale;
- Riqualificazione di piscine, impianti termali, wellness, centri congressi, nell’ottica di un miglioramento della qualità della proposta;
- Acquisto e/o sviluppo di programmi informatici, know-how, licenze, brevetti e conoscenze tecniche non brevettate volte a favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici, la digitalizzazione e la sostenibilità.
Possono essere incluse nelle spese ammissibili anche i costi relativi alle consulenze, che possono essere coperti per un massimale del 4% dal contributo a fondo perduto.
Gli interventi devono avere un costo minimo di un milione: l’investimento massimo consentito è, invece, di 15 milioni di euro.
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Fondo turismo 2026: cumulabilità con altre misure
Le agevolazioni connesse al fondo turismo MiTur 2026 non sono cumulabili con altri incentivi pubblici concessi per la stessa tipologia d’investimento, inclusi quelli in regime “de minimis”. Fanno eccezione i benefici fiscali e di garanzia che devono rientrare comunque nei limiti stabiliti dal regolamento GBER.
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Come presentare domanda per il fondo turismo MiTur 2026
I tempi di presentazione della domanda saranno resi noti dal MiTur entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto attuativo del fondo turismo 2026.
Le istanze devono contenere il piano d’investimento che deve dimostrare:
- il possesso dei requisiti normativi e delle competenze necessarie;
- la solidità tecnica del progetto (con documento redatto da un professionista e stima degli impatti turistici);
- la sostenibilità economico-finanziaria, con dettaglio di costi, ricavi e impatti previsti su un orizzonte di 3-5 anni;
- la coerenza temporale tramite un cronoprogramma;
- eventuali certificazioni aggiuntive, come il rating di legalità e la parità di genere.
Invitalia, soggetto gestore dell’iniziativa, una volta valutata l’ammissibilità della domanda per il fondo turismo 2026, esegue la fase istruttoria entro 60 giorni dal ricevimento della stessa. In questo ambito vengono valutate l’affidabilità delle imprese proponenti (singole e associate), la sostenibilità del progetto e la pertinenza delle spese. In caso di accettazione dell’istanza il soggetto gestore approva il piano e concede l’agevolazione con specifico provvedimento.
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a cura di Emilio Scibona
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