
Fondo turismo 2026: come funziona l'incentivo per le imprese
Il Fondo turismo 2026 (il cui nome ufficiale è “Green Tour”) è un’agevolazione nazionale a sostegno degli investimenti delle aziende del comparto turistico. L’incentivo, varato dal Ministero del Turismo (MiTur) e gestita da Invitalia, ha un budget da 109 milioni di euro e consiste in un contributo a fondo perduto del 54% e in un finanziamento agevolato del 46%. All’iniziativa possono accedere le imprese del settore turistico riferite ai codici ATECO specificati nel decreto nonché alle aziende attive da tre anni che, pur non rientrando in nessuno dei codici precedenti, dimostrano di avere un fatturato legato ad attività turistiche. Le domande di partecipazione alla misura Green Tour possono essere presentate a partire dal 15 luglio 2026 fino al 15 settembre 2026.
Come funziona il Fondo turismo 2026
La misura Greentour del MIMIT prevede, per le spese ammissibili, un contributo a fondo perduto e un finanziamento agevolato.
Il contributo a fondo perduto del fondo turismo 2026 è del 54% delle spese ammissibili mentre il finanziamento agevolato è del 46% dei medesimi costi.
Le agevolazioni sono concesse entro limiti delle intensità massime di aiuto ai sensi degli articoli applicabili del Regolamento GBER 18, 28, 38, 38-bis, 41 e 49, o anche in regime de minimis.
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Fondo turismo 2026: requisiti d’accesso alla misura Green Tour
All’agevolazione fondo Turismo 2026 possono accedere le imprese del settore turistico con attività connesse ai seguenti codici ATECO:
- 55, 55.1, 55.10, 55.10.0 – Servizi di alloggio di alberghi e simili;
- 2, 55.20 Servizi di alloggio per vacanze e altri soggiorni di breve durata;
- 20.1 – Ostelli;
- 20.20 – Rifugi e baite di montagna;
- 20.41 – Bed and breakfast, servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze;
- 20.42 – Servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze;
- 20.49 – Altri servizi di supporto al trasporto marittimo e per vie d’acqua interne;
- 3, 55.30 – Servizi di aree di campeggio e aree attrezzate per veicoli ricreazionali;
- 30.0 – Campeggi;
- 30.02 – Villaggi turistici e alloggi glamping;
- 30.03 – Aree attrezzate per veicoli ricreazionali;
- 30.4 – Marina resort;
- 9, 55.90, 55.90.0 – Altri servizi di alloggio;
- 56 – Attività di servizi di ristorazione;
- 1 – Attività di ristoranti e di servizi di ristorazione mobile;
- 11 – Attività di ristoranti;
- 11.11 – Attività di ristoranti, escluse gelaterie e pasticcerie;
- 11.12 – Attività di ristoranti con servizio al tavolo, escluse gelaterie e pasticcerie;
- 11.12 – Attività di ristoranti senza servizio al tavolo o da asporto, escluse gelaterie e pasticcerie;
- 11.92 – Attività di ristoranti n.c.a;
- 11.91 – Attività di ristoranti connesse alle aziende agricole;
- 11.92 – Attività di ristoranti connesse alle aziende ittiche;
- 2 – Attività di servizi di catering per eventi, catering su base contrattuale e altri servizi di ristorazione;
- 21 – Attività di catering per eventi;
- 21.01 – Attività di catering per eventi presso location dei clienti;
- 21.02 – Attività di catering per eventi presso sale banchetti;
- 22 – Attività di servizi di catering su base contrattuale e altri servizi di ristorazione;
- 22.0 – Attività di servizi di catering su base contrattuale e altri servizi di ristorazione;
- 22.01 – Attività di servizi di catering su base contrattuale;
- 22.00 – Altri servizi di ristorazione;
- 23.1 – Servizi di centri termali;
- 23.10 – Servizi di centri termali;
- 23.9 – Altri servizi di centri benessere, sauna e bagno di vapore;
- 93 – Attività artistiche, sportive e di divertimento;
- 21, 93.21.0, 93.21.01 – Attività dei parchi di divertimento e dei parchi tematici;
- 29 – Discoteche, sale da ballo e simili;
- 29.20 – Gestione di stabilimenti balneari;
- 29.20 – Gestione di stabilimenti balneari;
- 82 – Attività amministrative e di servizi di supporto;
- 3, 82.30, 82.30.0 – Organizzazione di convegni e fiere;
- 30.01 – Organizzazione di conferenze e congressi.
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Le imprese richiedenti devono essere iscritte al Registro delle imprese con uno dei codici ATECO indicati nel decreto, risultare attive e nel pieno esercizio dei propri diritti, senza essere coinvolte in procedure concorsuali o in liquidazione volontaria. Devono inoltre avere sede in Italia oppure in uno Stato appartenente allo Spazio Economico Europeo; in quest’ultimo caso, è necessario dimostrare la presenza di almeno una sede attiva sul territorio italiano.
È richiesto che non siano destinatarie di sanzioni interdittive e che risultino in regola con tutti gli obblighi previdenziali, fiscali e assicurativi. Le imprese non devono trovarsi nello “stato di difficoltà” così come definito dal Regolamento Europeo GBER, né aver usufruito di aiuti non spettanti. Infine, devono essere in regola con l’eventuale restituzione di aiuti indebitamente percepiti.
Anche le imprese non connesse a nessuno di questi codici ATECO possono comunque accedere alla misura a patto di dimostrare di avere un fatturato derivante da attività connessa al turismo. Queste devono essere iscritte al Registro delle Imprese da almeno 3 anni e rispettare gli stessi requisiti menzionati in precedenza.
Le imprese possono presentarsi in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete, che deve comprendere l’iscrizione delle stesse al Registro delle Imprese, la suddivisione di costi, competenze e spese per singolo partecipante e la nomina obbligatoria dell’organo comune che tiene i rapporti con l’ente gestore. Le imprese in forma congiunta possono presentare un’unica proposta.
Fondo turismo MiTur 2026: spese ammissibili
Per accedere al Fondo turismo 2026 del MiTur le imprese sono tenute a presentare un piano d’investimento nel quale devono essere specificati interventi che abbiano come fine lo sviluppo dell’offerta turistica in Italia. In questa categoria rientrano anche gli interventi finalizzati a destagionalizzare i flussi turistici come anche quelli che riguardano la digitalizzazione e la sostenibilità. Gli investimenti nell’ambito della misura Green Tour devono essere prevalentemente orientati all’efficienza energetica e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. In particolare, gli interventi che sono definiti “trainanti” nel decreto attuativo del MiTur devono rappresentare almeno il 51% dell’investimento. Questi investimenti possono riguardare:
- isolamento e riqualificazione energetica degli edifici;
- sostituzione di impianti e caldaie;
- impianti fotovoltaici, solari termici, geotermici;
- pompe di calore e sistemi di accumulo.
Possono inoltre essere finanziati gli interventi che nel decreto attuativo sono definiti “trainati” quali:
- digitalizzazione;
- automazione e smart building;
- sostenibilità ESG;
- efficientamento dei consumi;
- consulenze specialistiche (soprattutto per PMI)
Gli interventi devono avere un costo minimo di un milione: l’investimento massimo consentito è, invece, di 15 milioni di euro.
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Fondo turismo 2026: cumulabilità con altre misure
Le agevolazioni connesse alla misura Green Tour – Fondo turismo MiTur 2026 non sono cumulabili con altri incentivi pubblici concessi per la stessa tipologia d’investimento, inclusi quelli in regime “de minimis”. Fanno eccezione i benefici fiscali e di garanzia che devono rientrare comunque nei limiti stabiliti dal regolamento GBER.
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Come presentare domanda per il fondo turismo MiTur 2026
Le imprese possono presentare domanda per l’accesso al Fondo turismo del MiTur (Green Tour) a partire dalle ore 12:00 del 15 luglio 2026 fino alle ore 17:00 15 settembre 2026.
Le istanze devono contenere il modulo di domanda, il piano d’impresa, le dichiarazioni sostitutive relative ai requisiti dell’impresa e agli adempimenti previsti dalla normativa, nonché le schede tecniche dei programmi di investimento aziendali e di rete.
Le agevolazioni sono concesse attraverso una procedura valutativa a graduatoria. L’avvio dell’istruttoria delle domande è determinato dall’ordine della graduatoria, definita sulla base dei punteggi attribuiti secondo i criteri di valutazione previsti dall’Allegato n.1 del DD n. 96263 del 18 giugno 2026 e delle risorse disponibili.
Ai fini della graduatoria saranno considerate, previa verifica, le informazioni contenute nelle dichiarazioni e nelle relazioni tecniche presentate dalle imprese in sede di domanda.
Per le istanze di agevolazione concluse positivamente, il Ministero, con il supporto di Invitalia, procederà a concedere le agevolazioni spettanti mediante l’adozione di una determinazione di concessione delle agevolazioni.
In Ransomtax aiutiamo le imprese a trasformare gli investimenti in opportunità concrete, riducendo rischi e incertezze legati alla finanza agevolata.
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a cura di Emilio Scibona
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