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Credito d’imposta R&S: come funziona la misura

Il credito d’imposta R&S (ricerca e sviluppo) è una delle agevolazioni più conosciute nell’ambito di Industria 4.0. La misura ha come obiettivo quello di sostenere la competitività delle imprese per quel che riguarda gli investimenti in attività di ricerca, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. Si tratta di una misura aperta a tutte le imprese attive in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti e consiste in un credito d’imposta la cui intensità varia a seconda delle attività per cui si richiede l’agevolazione.

Per accedere al credito d’imposta R&S le imprese devono presentare la certificazione delle spese effettivamente sostenute e redigere e conservare una relazione tecnica asseverata contenente il dettaglio delle attività ammissibili svolte nel periodo d’imposta sui progetti che intendono agevolare.  Il credito d’imposta può essere utilizzato retroattivamente per gli investimenti svolti nei cinque periodi d’imposta precedenti. Attualmente è possibile rendicontare le spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo dal 2020 ad oggi.

Come funziona il credito d’imposta R&S

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta utilizzabile in compensazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, presentando il modello F24 attraverso l’apposito servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate.

Il credito d’imposta R&S deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino alla conclusione del suo effettivo utilizzo.

Le spese ammissibili riguardano i seguenti ambiti:

  • ricerca e sviluppo;
  • innovazione tecnologica;
  • innovazione tecnologica 4.0 e green;
  • design e ideazione estetica.

Per l’accesso all’agevolazione R&S le imprese devono presentare obbligatoriamente due documenti:

  • la certificazione dell’effettivo sostenimento delle spese;
  • una relazione tecnica asseverata che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in riferimento ai progetti o ai sotto progetti in corso di realizzazione.

La certificazione del sostenimento delle spese deve essere rilasciata dal revisore legale dei conti; in caso di azienda non tenuta alla revisione legale le spese sostenute per la certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta fino a un massimo di 5.000 euro.

La relazione tecnica asseverata deve essere predisposta dal responsabile delle attività ammissibili o del progetto e controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa. In caso di attività commissionate a terzi la relazione deve essere redatta e rilasciata all’impresa dal soggetto commissionario che esegue le attività.

Il credito d’imposta R&S può essere utilizzato anche retroattivamente per investimenti realizzati nei cinque periodi d’imposta precedenti. In questo caso occorre presentare dichiarazione integrativa.

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Chi può usufruire del credito d’imposta ricerca e sviluppo

Possono accedere alla misura tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Condizioni inderogabili per poter accedere al credito d’imposta R&S sono il rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e il corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Criteri d’esclusione dal credito d’imposta R&S

Dall’accesso alla misura sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. Lo stesso discorso si applica anche a quelle imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Certificazione credito d’imposta R&S

La certificazione delle attività del credito d’imposta R&S è un passaggio molto importante. La corretta documentazione delle spese consente alle imprese di operare nella massima trasparenza e riduce il rischio di contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Con il decreto direttoriale del 15 maggio 2024 il MIMIT ha istituito l’albo dei certificatori del credito d’imposta R&S al quale Ransomtax è accreditato. In virtù di ciò l’azienda può supportare le imprese che necessitano di assistenza nella certificazione R&S.

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Credito d’imposta ricerca e sviluppo: base di calcolo e percentuali

La base di calcolo del credito d’imposta ricerca e sviluppo è sempre assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

Le percentuali del credito d’imposta R&S variano a seconda dell’attività ammissibile cui è destinato l’investimento che si vuole fare.

Per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale le percentuali sono le seguenti:

  • investimenti entro il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022: 20% nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro;
  • investimenti effettuati dal successivo periodo d’imposta e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031: 10%, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro.

Dal 2020 a 2023 è presente una maggiorazione per le attività di ricerca e sviluppo svolte nelle regioni del sud.

Le attività di innovazione tecnologica hanno le seguenti percentuali:

  • investimenti entro il 31 dicembre 2023: 10% nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro;
  • investimenti effettuati dal successivo periodo d’imposta e fino a quello in corso al 31 dicembre 2025: 5%, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro.

Per quanto riguarda innovazione 4.0 e “Green”:

  • investimenti fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022: 15% nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro;
  • investimenti fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023: 10% nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro;
  • investimenti nei periodi d’imposta 2024 e 2025: 5%, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro.

Infine, queste sono le percentuali delle attività di design e innovazione estetica:

  • investimenti fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023: 10% nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro;
  • investimenti nei periodi d’imposta 2024 e 2025; 5%, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro.

Il credito d’imposta per design e innovazione estetica è stato prorogato anche per il 2026.

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Credito d’imposta R&S: spese ammissibili

Le spese ammissibili variano a seconda dell’attività di riferimento dell’investimento che si vuole agevolare utilizzando il credito d’imposta ricerca e sviluppo.

Per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale sono ammesse le seguenti spese:

  • personale (ricercatori e tecnici) impiegato in R&S;
  • beni e software utilizzati nei progetti di R&S (per le sole quote di ammortamento annuo);
  • contratti di ricerca esterni (extra muros);
  • privative industriali (acquisto/licenza);
  • consulenze per attività di R&S;
  • materiali e forniture per progetti di R&S;

Le spese ammissibili per le attività di innovazione tecnologica sono:

  • personale impiegato in innovazione tecnologica;
  • beni e software utilizzati nei progetti di innovazione (per le sole quote di ammortamento annuo);
  • contratti esterni per innovazione tecnologica;
  • consulenze per attività di innovazione;
  • materiali e forniture per innovazione tecnologica.

Infine, per le attività di design e ideazione estetica possono essere agevolate le seguenti spese:

  • personale impiegato in design e ideazione estetica;
  • beni materiali per design e innovazione estetica, inclusi i campionari (per le sole quote di ammortamento annuo);
  • contratti esterni per attività di design;
  • consulenze per attività innovative ammissibili;
  • materiali e forniture per design e ideazione estetica.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: il tema dei controlli

L’Agenzia delle Entrate presta molta attenzione all’utilizzo del credito d’imposta R&S effettuando molto spesso dei controlli nei confronti delle aziende che accedono alla misura. In tal senso è importante che tutti gli adempimenti, siano essi quelli preliminari o quelli relativi all’accesso alla misura, siano fatti con massimo scrupolo altrimenti il rischio di incorrere in possibili sanzioni diventa molto alto. Gli errori in ambito R&S sono molto frequenti ma possono essere evitati con la dovuta attenzione e con un supporto in grado di rilevarli tempestivamente.

Come accedere al credito d’imposta R&S

Il credito d’imposta R&S è utilizzabile solamente in compensazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili. Il modello F24 va presentato esclusivamente attraverso la piattaforma dedicata disponibile nell’area clienti GSE alla quale si può accedere anche utilizzando lo SPID.

Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino alla conclusione dell’utilizzo.

Codice tributo credito d’imposta ricerca e sviluppo

La risoluzione del 01/03/2021 n. 13 – Agenzia delle Entrate stabilisce tre codici tributo:

6938 – Credito d’imposta investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative – art. 1, c. 198 e ss., legge n. 160 del 2019;

6939 – Credito d’imposta investimenti in ricerca e sviluppo – Misura incrementale per gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno – art. 244, c. 1, DL n. 34 del 2020″;

6940 – Credito d’imposta investimenti in ricerca e sviluppo – Misura incrementale per gli investimenti nelle regioni del sisma centro Italia – art. 244, c. 1, DL n. 34 del 2020.

Conclusioni

Il credito d’imposta R&S è sicuramente una delle misure più interessanti per tutte le aziende che vogliono investire in innovazione. Se utilizzata con criterio e una visione progettuale a medio-lungo termine quest’agevolazione può diventare una leva di sviluppo importante.

Per quanto dall’accesso relativamente semplice, la misura ha una serie di passaggi preliminari da affrontare con il massimo dell’attenzione. I controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate sono molto frequenti e un approccio superficiale aumenta esponenzialmente il rischio di sanzioni.

In questo senso avere una consulenza qualificata sul credito d’imposta R&S può fare la differenza nell’ottica della riduzione degli errori e della consequenziale massimizzazione dei benefici.

In Ransomtax aiutiamo le imprese a trasformare gli investimenti in opportunità concrete, riducendo rischi e incertezze legati alla finanza agevolata.
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a cura di Centro Studi Ransomtax

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