
Credito d'imposta design e ideazione estetica 2026: tutte le informazioni sulla misura
Il credito d’imposta design e ideazione estetica 2026 è una misura aperta alle imprese italiane che vogliono investire in quest’ambito. Per il 2026 la misura ha un budget 60 milioni di euro e riconosce un credito d’imposta del 10% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di euro per impresa. L’accesso al beneficio avviene attraverso una procedura telematica che prevede l’invio di una comunicazione di prenotazione e, successivamente, di una comunicazione di completamento degli investimenti. La comunicazione di prenotazione può essere presentata a partire dal 7 luglio 2026: le modalità della comunicazione di completamento saranno stabilite in un successivo decreto direttoriale del MIMIT.
In questo articolo:
• Credito d’imposta design e ideazione estetica 2026: in cosa consiste l’incentivo
• Quali imprese possono richiedere il credito d’imposta design e innovazione estetica 2026
• Credito d’imposta design e innovazione estetica 2026: spese ammissibili
• Credito d’imposta design e innovazione estetica 2026: codice tributo
• Credito d’imposta design e innovazione estetica 2026: come presentare domande e comunicazioni
• Credito d’imposta design, dotazione esaurita ma sportello rimane aperto
• Finanza agevolata Italia 2026: altri incentivi per ricerca, sviluppo e innovazione
Credito d'imposta design e ideazione estetica 2026: in cosa consiste l'incentivo
L’obiettivo del credito d’imposta è sostenere la competitività delle imprese incentivando gli investimenti in design e ideazione estetica finalizzati allo sviluppo e al rinnovamento di prodotti e collezioni.
Per il 2026 la misura ha una dotazione finanziaria pari a 60 milioni di euro. L’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari al 10% delle spese ritenute ammissibili, fino a un importo massimo di 2 milioni di euro per ciascuna impresa.
Il credito maturato può essere utilizzato in compensazione in un’unica quota annuale, secondo le modalità previste dalla normativa.
Per accedere all’agevolazione è necessario seguire una procedura articolata in due fasi. Le imprese devono infatti trasmettere, esclusivamente attraverso la piattaforma telematica predisposta dal Ministero, una comunicazione preventiva di prenotazione e, successivamente, una comunicazione di completamento degli investimenti effettuati.
L’importo degli investimenti effettivamente realizzati, calcolato al lordo di eventuali altre agevolazioni ottenute sulle stesse spese, non potrà essere inferiore al 70% dell’importo indicato nella comunicazione di prenotazione.
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Quali imprese possono richiedere il credito d'imposta design e innovazione estetica 2026
Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente da:
forma giuridica;
settore economico di appartenenza;
dimensione aziendale;
regime contabile adottato;
modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali.
Sono invece escluse dall’agevolazione le imprese che si trovano in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o sottoposte ad altre procedure concorsuali.
Non possono inoltre accedere al beneficio le imprese destinatarie di sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2, del Decreto Legislativo n. 231/2001.
La fruizione del credito è subordinata anche al rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e al regolare adempimento degli obblighi contributivi e previdenziali nei confronti dei lavoratori.
Credito d'imposta design e innovazione estetica 2026: spese ammissibili
Rientrano tra le spese agevolabili tutte quelle direttamente collegate alle attività di design e ideazione estetica.
In particolare possono beneficiare del credito d’imposta:
costi del personale impiegato nelle attività di design e ideazione estetica;
quote di ammortamento dei beni materiali utilizzati per i progetti di design, compresi i campionari;
contratti stipulati con soggetti esterni per lo svolgimento delle attività di design;
consulenze tecniche direttamente riferibili alle attività innovative agevolabili;
materiali, componenti e forniture impiegati nello sviluppo dei progetti di design e innovazione estetica.
L’ammissibilità delle spese deve essere coerente con quanto previsto dalla disciplina dell’incentivo e adeguatamente documentata ai fini dell’eventuale controllo.
Credito d'imposta design e innovazione estetica 2026: codice tributo
Per utilizzare il credito d’imposta in compensazione tramite modello F24 è previsto il seguente codice tributo:
6938 – Credito d’imposta investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative – articolo 1, commi 198 e seguenti, Legge n. 160/2019.
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Credito d'imposta design e innovazione estetica 2026: come presentare domande e comunicazioni
Le domande di prenotazione per il credito d’imposta design e innovazione estetica possono essere presentate a partire dal 7 luglio 2026, giorno dell’apertura della piattaforma informatica dedicata del MIMIT. La misura riguarda gli investimenti effettuati nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025, nel limite delle risorse disponibili pari a 60 milioni di euro.
Successivamente alla comunicazione di prenotazione sarà necessario presentare la comunicazione di completamento, indispensabile per confermare gli investimenti effettivamente sostenuti. Questa va presentata entro e non oltre 30 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta agevolabile.
Le date di apertura della piattaforma dedicate all’invio delle comunicazioni di completamento saranno stabilite con un successivo decreto direttoriale.
Credito d’imposta design, dotazione esaurita ma sportello rimane aperto
Il credito d’imposta design e ideazione estetica ha raggiunto in appena 24 ore dall’apertura della piattaforma la dotazione disponibile di 60 milioni di euro, con oltre 400 pratiche presentate. Lo ha fatto sapere in una nota il Mimit, aggiungendo che le richieste provengono “in misura prevalente dalle imprese della filiera della moda, alle quali la misura si rivolge in via prioritaria, ma interessano anche altri comparti del Made in Italy che fanno del design un fattore distintivo di competitività”.
“Un risultato straordinario, che conferma quanto questa misura risponda alle esigenze delle imprese, a partire da quelle della moda, settore strategico del Made in Italy – ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso -. Siamo al lavoro per reperire ulteriori risorse per ampliare la platea dei beneficiari”.
Nel frattempo, Il Mimit precisa che lo sportello resterà aperto e le comunicazioni di prenotazione continueranno a essere acquisite secondo l’ordine cronologico di trasmissione ai fini del successivo scorrimento.
Finanza agevolata Italia 2026: altri incentivi per ricerca, sviluppo e innovazione
Le imprese che investono in innovazione possono valutare anche altre misure di finanza agevolata attive a livello nazionale. Ecco alcuni esempi.
Credito d’imposta R&S
Il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo sostiene le imprese attive in Italia che realizzano attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione tecnologica e design, favorendo l’incremento della competitività del sistema produttivo. Per usufruire del credito d’imposta è necessario predisporre la certificazione delle spese sostenute e conservare una relazione tecnica asseverata contenente la descrizione dettagliata dei progetti realizzati e delle attività ammissibili. Il credito può inoltre essere richiesto anche per investimenti effettuati nei cinque periodi d’imposta precedenti, consentendo alle imprese di recuperare il beneficio relativo alle spese sostenute dal 2020 in avanti.
Patent Box
Il Patent Box è un regime opzionale di tassazione che consente una maggiorazione del 110% dei costi sostenuti per attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla creazione, tutela, mantenimento e valorizzazione di beni immateriali. L‘agevolazione fiscale riguarda in particolare software protetti da copyright, brevetti industriali e disegni o modelli giuridicamente tutelati. Tra le spese agevolabili rientrano i costi del personale impiegato nelle attività di ricerca, le quote di ammortamento dei beni strumentali, le consulenze specialistiche, i materiali e le forniture utilizzate per lo sviluppo dei progetti.
In Ransomtax aiutiamo le imprese a trasformare gli investimenti in opportunità concrete, riducendo rischi e incertezze legati alla finanza agevolata. Vuoi capire se puoi accedere al credito d’imposta design e ideazione estetica 2026 o ad altre misure rilevanti? Se la tua azienda fattura oltre 1 milione di euro, inizia da Bussola | Direzione Crescita, un questionario gratuito che ci permette di analizzare il tuo modello di business e individuare tutte le leve agevolative attivabili. Scarica il questionario cliccando qui. In alternativa, puoi richiedere un contatto diretto compilando il form qui sotto.
a cura di Emilio Scibona
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