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Contributi a fondo perduto: cosa sono e come possono essere richiesti dalle imprese

I contributi a fondo perduto sono degli importi erogati da enti pubblici che vengono ricevuti dalle aziende senza alcun tipo di obbligo di restituzione: entrano direttamente nella disponibilità patrimoniale ed è per questo che sono molto ambiti dalle imprese per sovvenzionare i propri investimenti. I contributi a fondo perduto possono essere di diverse tipologie e la modalità d’accesso non è sempre uguale ma strettamente connessa al bando di riferimento. Una panoramica completa su questo strumento di finanza agevolata può essere molto utile per comprendere come funziona.

Cos'è un contributo a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto è una somma di denaro che entra direttamente nella disponibilità di un’azienda, erogata da un ente, sia esso regionale (o di organismo provinciale con alta autonomia, come ad esempio la provincia autonoma di Bolzano), nazionale o comunitario. La somma viene erogata a seguito di una partecipazione a un bando conclusa con esito positivo. A differenza degli importi ricevuti attraverso un finanziamento agevolato, il contributo a fondo perduto (salvo in particolari casi, come possono esserlo le violazioni delle regole di un bando) non deve essere rimborsato.

Attraverso i finanziamenti a fondo perduto le imprese possono agevolare investimenti di diverse categorie come, ad esempio:

  • Beni strumentali
  • Ricerca e sviluppo
  • Formazione del personale
  • Digitalizzazione
  • Internazionalizzazione
  • Sostenibilità
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Quali sono i requisiti per accedere ai contributi a fondo perduto e chi può beneficiarne

I requisiti d’accesso per i contributi a fondo perduto cambiano a seconda del bando di riferimento, nel quale sono specificate tutte le regole d’accesso ad una determinata iniziativa: queste generalmente riguardano la dimensione d’impresa e la categoria d’investimento da effettuare come ad esempio sostenibilità, tecnologia, sicurezza, beni strumentali. Ogni bando ha poi il suo sistema di regole alle quali bisogna aderire totalmente per poter ricevere una sovvenzione a fondo perduto.
In linea generale nei bandi vi sono delle clausole di esclusione ricorrenti: tra queste, ad esempio quelle che riguardano le imprese destinatarie di sanzioni interdittive o non in regola con obblighi previdenziali, fiscali e assicurativi o nello “stato di difficoltà” configurato dal Regolamento UE n. 651/2014. In ogni bando comunque, vengono specificate chiaramente quali sono le imprese che non possono accedere ad una determinata iniziativa.

Quali sono le tipologie di contributi a fondo perduto

I contributi a fondo perduto si dividono in diverse categorie. 

Contributo in conto capitale
Il contributo in conto capitale è un’agevolazione che incrementa il patrimonio diretto dell’impresa per sostenere investimenti a lungo termine, come l’acquisto di beni strumentali o lo sviluppo di nuovi progetti.

Contributo in conto impianti
Il contributo in conto impianti è destinato a finanziare l’acquisto o la realizzazione di beni materiali e immateriali, come macchinari, attrezzature o software. Generalmente sono erogati dopo la rendicontazione dell’investimento ma a seconda dell’iniziativa possono essere previsti anche degli anticipi.

Contributo in conto interessi
Il contributo in conto interessi consiste in un’agevolazione che copre, totalmente o parzialmente, gli interessi su un finanziamento bancario. In questo modo l’impresa può accedere al credito a condizioni più vantaggiose, riducendo il costo del debito nel tempo.

Contributo in conto esercizio
Il contributo in conto esercizio è destinato a sostenere i costi operativi dell’impresa, come spese di gestione, personale o utenze. Viene erogato per garantire la continuità aziendale, soprattutto in particolari fasi economiche o settoriali.

Contributo in conto canoni
Il contributo in conto canoni è un’agevolazione che copre, in tutto o in parte, i costi relativi a canoni di locazione o leasing da parte dell’impresa richiedente.

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Contributi a fondo perduto per aziende: come ottenerli

Per ottenere un contributo a fondo perduto un’impresa deve partecipare a un’iniziativa di finanza agevolata e seguire le regole operative contenute nel bando. Una volta completato l’iter d’accesso, se i vari passaggi sono stati affrontati correttamente, l’azienda riceverà il contributo a fondo perduto nelle modalità indicate nell’avviso.

Quanto affermato corrisponde ad un principio generale all’interno di uno scenario più complesso.
I bandi per i finanziamenti a fondo perduto sono spesso un insieme complesso di regole e adempimenti che, se affrontati nel modo sbagliato o superficialmente, possono trasformare l’opportunità potenziale in un incubo.

Serve, di conseguenza, un approccio attento e avere al proprio fianco dei professionisti che nel quotidiano si confrontano ogni giorno con la materia può essere determinante sia nell’accesso alla singola misura che, soprattutto, nello sviluppo di una visione a lungo termine in cui il contributo a fondo perduto diventa una base per la crescita dell’impresa e non un incentivo fine a sé stesso.

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Contributi a fondo perduto 2026: le misure attive in Italia

In Italia vi sono diverse iniziative, siano esse occasionali o ricorrenti, che consentono l’accesso a contributi a fondo perduto per le imprese. Ecco alcuni esempi.

Bando ISI INAIL: misura che finanzia progetti per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso contributi a fondo perduto da 5.000 a 130.000 euro. Le risorse coprono interventi suddivisi in sei assi principali e relative attività collegate. Possono accedere imprese (anche individuali) iscritte alla Camera di Commercio e, per l’asse 1.1, anche enti del terzo settore.

Fondo Turismo 2026: agevolazione nazionale gestita da Invitalia per sostenere gli investimenti delle imprese turistiche. Prevede un contributo a fondo perduto del 30% e un finanziamento agevolato del 70% sulle spese ammissibili, con una dotazione di 109 milioni di euro. Possono accedere le imprese con specifici codici ATECO o con attività turistiche dimostrabili da almeno tre anni.

Internazionalizzazione e bandi SIMEST: Per le PMI l’internazionalizzazione è una leva strategica di crescita, sostenuta anche dalla finanza agevolata italiana. In questo contesto si inserisce SIMEST, società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, che promuove misure dedicate all’espansione sui mercati esteri. Un esempio è Simest USA, misura pensata per le imprese che vogliono entrare o consolidarsi negli Stati Uniti, con una dotazione di 200 milioni di euro. Prevede un contributo a fondo perduto del 10% e un finanziamento agevolato, con possibilità di anticipo fino al 50%. Le domande sono aperte dal 14 gennaio 2026 fino a esaurimento fondi.

I contributi a fondo perduto non sono solamente connessi a iniziative di carattere nazionale ma possono essere erogati sia dalle regioni che in ambito comunitario. In alcuni casi (ad esempio, le iniziative STEP) i contributi europei vengono erogati in collaborazione con le regioni italiane.

Finanza agevolata: altre tipologie di incentivi

I contributi a fondo perduto sono solamente una delle opportunità di finanza agevolata alle quali le aziende possono accedere per favorire il proprio sviluppo. Ecco quali sono gli altri incentivi per le imprese.

Finanziamenti a tasso agevolato
I finanziamenti a tasso agevolato sono prestiti concessi a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle di mercato, con interessi ridotti, piani di rimborso più lunghi o periodi di preammortamento. In alcuni casi una parte del costo può essere coperta dallo Stato, rendendo l’accesso al credito più sostenibile per le imprese.

Garanzie pubbliche per l’accesso al credito
Le garanzie pubbliche non prevedono un’erogazione diretta di risorse, ma facilitano l’accesso ai finanziamenti bancari riducendo il rischio per gli istituti di credito. Strumenti come il Fondo Centrale di Garanzia permettono alle imprese di ottenere prestiti senza dover fornire garanzie reali, migliorando la capacità di finanziarsi.

Agevolazioni fiscali per le imprese
Le agevolazioni fiscali riducono il carico tributario attraverso deduzioni, detrazioni o esenzioni legate a specifici investimenti. Tra gli strumenti più diffusi rientrano misure come il Patent Box e l’ACE, che incentivano rispettivamente innovazione e rafforzamento patrimoniale.

Crediti d’imposta
I crediti d’imposta consentono alle imprese di compensare le imposte dovute, riducendo il costo degli investimenti. Tra i più utilizzati vi sono, ad esempio, i crediti per ricerca e sviluppo, formazione e acquisto di beni strumentali.

Contributo a fondo perduto e consulenza finanza agevolata: il metodo Ransomtax

I contributi a fondo perduto sono senza dubbio un’opportunità di sviluppo interessante per le imprese ma in assenza di una visione a medio-lungo termine, c’è il consistente rischio che diventino un incentivo fine a sé stesso o dall’impatto lieve.

Il metodo di Ransomtax per la consulenza di finanza agevolata parte da un presupposto chiaro: ogni impresa ha delle peculiarità che sono uniche. Per questo l’approccio è sartoriale, con un servizio di consulente fatto su misura delle caratteristiche di un’azienda, proprio come si farebbe con un abito.

La consulenza Ransomtax non si limita agli adempimenti burocratici per l’accesso a un bando: l’obiettivo è quello di aiutare le imprese a intercettare le opportunità di finanza agevolata che possano davvero creare un valore e inserirle in un percorso finalizzato ad una crescita sostenibile e misurabile a medio e lungo termine. Grazie a un team multidisciplinare composto da professionisti di comprovata esperienza la divisione Finanza Agevolata di Ransomtax affianca le aziende con un approccio strategico, strutturato e orientato alla sostenibilità.

In Ransomtax aiutiamo le imprese a trasformare gli investimenti in opportunità concrete, riducendo rischi e incertezze legati alla finanza agevolata.
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