Codice degli incentivi: scenari e novità per il 2026
Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore il nuovo Codice degli incentivi. Approvato dal Consiglio dei Ministri il 25 novembre 2025, il Codice degli incentivi introduce nell’ordinamento italiano un quadro uniforme per la progettazione, la pubblicazione, la gestione e il controllo delle agevolazioni, puntando su digitalizzazione, semplificazione e maggiore trasparenza.
Le novità principali riguardano l’introduzione di un programma triennale per gli incentivi; il riconoscimento di autonomi e professionisti come destinatari delle misure; il contrasto alla delocalizzazione e il potenziamento degli strumenti digitali nell’ottica della centralizzazione dei servizi e degli obblighi di pubblicità.
IN QUESTO ARTICOLO:
Codice degli Incentivi: programma triennale e bandi-tipo
Per aumentare il coordinamento tra misure nazionali e regionali il nuovo Codice degli Incentivi introduce un sistema di pianificazione attraverso una programmazione triennale delle misure. In questo contesto si inserisce un’altra novità: il bando-tipo.
Questo nuovo schema è introdotto al fine di poter garantire una maggiore uniformità e al suo interno sono fissati contenuti minimi, clausole esclusive e criteri di valutazione: il dispositivo è modificabile dalle amministrazioni solamente su presupposti adeguatamente motivati.
Una delle novità più significative introdotte dal Codice degli incentivi nel 2026 è l’apertura ad autonomi e professionisti per l’accesso alle agevolazioni fiscali e la partecipazione ai bandi. In questo scenario lavoratori e professionisti vengono considerati alla stregua di piccole e medie imprese ma con considerazione delle diverse specificità dell’attività individuale rispetto a quella collettiva. Di conseguenza, gli autonomi che partecipano ai bandi non dovranno dimostrare gli stessi requisiti delle PMI, in quanto non collegati alla loro attività, e saranno esentati da adempimenti burocratici non necessari.
Nuovo Codice degli Incentivi 2026 e digitalizzazione
Il Codice degli incentivi istituisce il sistema “Incentivi Italia”, che consiste nell’integrazione dei due strumenti già attivi all’interno del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ovvero il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato e la piattaforma Incentivi.gov.it. La piattaforma è pensata per supportare l’intero ciclo di vita dell’incentivo, includendo servizi come l’elaborazione di schemi di bando-tipo, la disponibilità di un sistema standardizzato per la classificazione delle voci di spesa, funzionalità per l’accesso e la gestione delle domande, strumenti per il monitoraggio e per la diffusione dei risultati delle valutazioni. Resta, comunque, ferma la possibilità per i soggetti competenti di utilizzare per la gestione degli incentivi altre piattaforme.
Nuovo Codice degli Incentivi e contrasto alla delocalizzazione
Un altro obiettivo che si pone il Codice degli incentivi è quello di arginare la delocalizzazione attraverso apposite misure. Entrando nello specifico, la revoca dell’incentivo avviene a seconda del territorio di approdo dell’azienda interessata.
- Nel caso di delocalizzazione nello spazio economico europeo le agevolazioni decadono laddove si verifichi contestualmente che l’incentivo era destinato ad una zona specifica del territorio nazionale e il trasferimento dell’attività è avvenuto cinque anni prima dalla data di inizio dell’investimento.
- Nel caso di delocalizzazione al di fuori dello spazio economico europeo le imprese beneficiarie decadono da tutte le agevolazioni fruite per gli investimenti realizzati, anche se non diretti ad una specifica zona del territorio nazionale, laddove lo spostamento dell’attività economica avviene prima dei cinque anni dalla data del completamento dell’investimento agevolato. Nel caso delle grandi imprese il lasso temporale è fissato in dieci anni.
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Le premialità del Codice degli Incentivi 2026
Un altro aspetto del nuovo codice è quello legato all’introduzione di premialità per le imprese. Gli elementi premianti sono i seguenti:
- rating di legalità;
- il possesso della certificazione della parità di genere;
- l’assunzione di persone con disabilità aggiuntive rispetto agli obblighi di legge;
- la valorizzazione della quantità e qualità del lavoro giovanile e del lavoro femminile;
- la valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura.
Le premialità attribuite agli elementi di cui sopra sono le seguenti:
- attribuzione di punteggio aggiuntivo;
- riserva di quota delle risorse finanziarie allocate;
- incremento dell’ammontare delle agevolazioni.
Laddove emerga la non veridicità delle dichiarazioni in merito al possesso di uno degli elementi premianti, il vantaggio conseguito, ovviamente, decade.
a cura di Emilio Scibona
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