
Bando Ricircolo Lombardia 2026: contributo a fondo perduto per la piccola e media impresa
Il Bando Ricircolo Lombardia 2026 (il cui nome ufficiale è Ri.circo.lo) è una misura della Regione Lombardia che sostiene gli investimenti delle piccole e medie imprese finalizzati allo sviluppo dell’economia circolare e all’innovazione dei processi produttivi. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che può raggiungere il 60% delle spese ammissibili e un importo massimo di 1,5 milioni di euro, a seconda del regime di aiuto prescelto. Possono presentare domanda PMI, start-up e PMI innovative, sia in forma singola che aggregata, per realizzare interventi presso sedi operative situate in Lombardia. I tempi di presentazione delle domande saranno definiti prossimamente dal decreto attuativo.
In questo articolo:
• Bando Ricircolo Lombardia: in cosa consiste la misura
• Quali imprese possono accedere al bando Ricircolo Regione Lombardia 2026
• Bando Ricircolo Regione Lombardia 2026: spese ammissibili
• Bando Ricircolo Regione Lombardia 2026: cumulabilità con altre misure
• Bando Ricircolo Lombardia 2026: come presentare le domande
Bando Ricircolo Lombardia: in cosa consiste la misura
Il Bando Ricircolo Lombardia 2026 ha un budget complessivo di 7 milioni di euro.
L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto, con intensità differenti in base alla dimensione dell’impresa e al regime di aiuto applicato.
Per le piccole imprese
60% delle spese ammissibili in regime de minimis;
20% ai sensi dell’art. 17 del Regolamento GBER;
60% ai sensi dell’art. 47 del Regolamento GBER.
Per le medie imprese
50% delle spese ammissibili in regime de minimis;
10% ai sensi dell’art. 17 del Regolamento GBER;
50% ai sensi dell’art. 47 del Regolamento GBER.
L’importo massimo concedibile, per tutte le tipologie di imprese, è pari a:
300.000 euro in regime de minimis;
1,5 milioni di euro in regime GBER.
Il bando finanzia investimenti riconducibili a quattro principali ambiti di intervento:
Ambito A: filiere delle plastiche, gomme, materiali polimerici e tessile;
Ambito B: filiere AEE, RAEE, batterie e accumulatori;
Ambito C: recupero del fosforo;
Ambito D: materie prime critiche.
Tra gli interventi ammessi in questi quattro ambiti rientrano, ad esempio, per il riutilizzo degli scarti di produzione, la riduzione del consumo di materie prime, l’introduzione di materiali provenienti da processi di End of Waste, la riprogettazione di prodotti e imballaggi secondo principi di ecodesign e l’allungamento del ciclo di vita dei prodotti. La misura sostiene inoltre investimenti per il recupero e il riciclo di RAEE, batterie e pannelli fotovoltaici, il recupero del fosforo da reflui e rifiuti organici e progetti dedicati al recupero e alla valorizzazione delle materie prime critiche.
L’investimento effettuato nell’ambito del Bando Ricircolo Lombardia deve essere avviato soltanto dopo la presentazione della domanda di agevolazione. Le attività preliminari, come studi di fattibilità o richieste di autorizzazioni, non sono considerate avvio dei lavori.
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Quali imprese possono accedere al Bando Ricircolo Regione Lombardia 2026
Possono presentare domanda per l’accesso alla misura le piccole e medie imprese, comprese le start-up innovative e le PMI innovative, sia in forma singola sia in aggregazione.
Le imprese richiedenti devono:
essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese;
realizzare gli interventi presso sedi operative situate in Lombardia, già attive oppure da attivare entro la prima richiesta di erogazione;
rispettare i requisiti previsti dalla normativa europea relativa al regime di aiuto prescelto;
non rientriare nei casi di esclusione previsti dai regolamenti comunitari.
Le aggregazioni possono includere anche soggetti diversi dalle PMI, purché questi ultimi non beneficino del contributo e le eventuali spese sostenute non vengano rendicontate.
Sono, invece, escluse le imprese in difficoltà ai sensi del Regolamento (UE) n. 651/2014 e quelle appartenenti ai settori esclusi dalla normativa europea.
Bando Ricircolo Regione Lombardia 2026: spese ammissibili
Le spese ammissibili nell’ambito del bando sono le seguenti:
acquisto e installazione di macchinari, impianti, beni strumentali, sistemi di automazione, attrezzature e revamping di impianti esistenti (almeno il 30% del valore complessivo del progetto);
acquisto di hardware strettamente funzionale all’intervento;
software gestionali, licenze e servizi cloud fino al 5% delle spese ammissibili;
consulenze specialistiche, attività di progettazione tecnica, prove di laboratorio, prototipazione, certificazioni, brevetti e marchi fino al 20% delle spese;
opere edili e impiantistiche, comprese progettazione e direzione lavori, fino al 25%;
costi indiretti forfettari pari al 7% delle spese ammissibili, esclusivamente nei regimi de minimis e art. 47 GBER.
Bando Ricircolo Regione Lombardia 2026: cumulabilità con altre misure
Il contributo previsto dal Bando Ricircolo Lombardia 2026 è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche, comprese quelle concesse in regime di aiuti di Stato o de minimis, nonché con incentivi fiscali di carattere generale.
La cumulabilità è ammessa fino al limite del 100% delle spese ammissibili, purché non venga superata l’intensità massima di aiuto prevista dalla normativa europea.
Resta invece vietato il doppio finanziamento dei medesimi costi con risorse del PNRR. Tale divieto non si applica alla misura Transizione 5.0, a condizione che i contributi non finanzino le stesse quote di spesa del progetto.
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Bando Ricircolo Lombardia 2026: come presentare le domande
La domanda per l’accesso al contributo a fondo perduto del Bando Ricircolo Lombardia 2026 dovrà essere presentata esclusivamente tramite la piattaforma regionale Bandi e Servizi dal soggetto richiedente oppure, nel caso di aggregazioni, dal soggetto capofila.
Le finestre temporali per la presentazione delle domande saranno definite tramite decreto attuativo della Regione Lombardia.
L’assegnazione delle agevolazioni avverrà mediante procedura valutativa a graduatoria, con selezione dei progetti sulla base dei criteri previsti dal bando.
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a cura di Emilio Scibona
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