
Bando moda 2026 Mimit: come funziona l'incentivo da 100 milioni per le imprese della filiera
Attraverso un decreto attuativo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha varato un incentivo da 100 milioni di euro per sostenere le PMI attive nella filiera della moda.
Il bando moda 2026 prevede un’agevolazione composta da contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, quest’ultimo richiedibile fino al 20% degli investimenti ammissibili, per una copertura complessiva delle agevolazioni fino al 75% della spesa.
La misura sostiene investimenti produttivi, progetti di innovazione di processo e organizzativa e piani di formazione del personale. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online, secondo termini e modalità che saranno stabiliti con un successivo provvedimento.
In cosa consiste il bando filiera moda 2026
Il bando filiera moda 2026 dispone di una dotazione complessiva di 100 milioni di euro e prevede un’agevolazione mista, composta da contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. Il finanziamento agevolato può essere richiesto fino al 20% degli investimenti ammissibili, mentre la copertura complessiva assicurata dalle agevolazioni può arrivare al 75% della spesa.
Il 25% delle risorse della misura è riservato alle micro e piccole imprese, mentre il 40% è destinato alle imprese attive nelle regioni del Mezzogiorno.
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Chi può accedere al bando moda 2026
Il bando moda 2026 è rivolto alle PMI attive nella filiera della moda. Per accedere alle agevolazioni, le imprese devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente e devono svolgere almeno una delle attività appartenenti alla classificazione ATECO 2025 individuate nell’allegato al provvedimento.
Le PMI devono inoltre non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie o ad altre procedure estintive equivalenti. In base al regime di aiuto applicabile, devono rispettare anche le condizioni previste dal regolamento GBER, compreso il requisito relativo alla condizione di impresa non in difficoltà, oppure i limiti previsti dal regime de minimis. Se l’eventuale concessione dell’agevolazione comportasse il superamento del massimale de minimis, l’agevolaione viene riconosciuta in misura parziale entro il limite consentito.
Tra gli ulteriori requisiti rientrano l’aver restituito eventuali somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero e, nel caso degli aiuti concessi ai sensi dell’articolo 14 del regolamento GBER, il rispetto degli specifici vincoli sulla delocalizzazione. In particolare, l’impresa non deve aver effettuato, nei due anni precedenti la domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva interessata dall’investimento e deve impegnarsi a non effettuarla nei due anni successivi al completamento dell’investimento.
Le cause di esclusione sono quelle generalmente attive nei bandi di finanza agevolata. Non possono accedere al bando soggetti interessati da cause previste dalla normativa antimafia, destinatari di determinate sanzioni interdittive o del divieto di contrarre con la PA e le imprese i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati per specifici reati.
Sono esclusi anche i soggetti non in regola con il DURC, ancora sottoposti a periodi di esclusione per delocalizzazione o cessazione dell’attività, o destinatari di revoche per dichiarazioni mendaci. La misura esclude inoltre chi non ha adempiuto agli obblighi assicurativi previsti e le imprese legate a società residenti in Paesi o territori non cooperativi a fini fiscali, salvo la dimostrazione di una presenza e attività economica sostanziale. I requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda.
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Bando moda Mimit 2026: investimenti ammessi
La misura finanzia programmi di investimento produttivo per la creazione, l’ampliamento, la riconversione o la ristrutturazione di unità produttive, affiancati da progetti di innovazione di processo e organizzativa fino al 40% dell’investimento e da piani di formazione fino al 20%.
Tra le spese ammissibili del bando moda Mimit rientrano quelle connesse al suolo aziendale e alle sistemazioni (fino al 10%), opere murarie e infrastrutture aziendali (fino al 40%), macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, immobilizzazioni immateriali e impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati all’unità produttiva. Sono agevolabili anche le consulenze, entro il 5% dell’investimento produttivo.
Per i progetti di innovazione sono ammissibili costi per personale, strumenti e attrezzature, ricerca contrattuale, brevetti e consulenze, oltre a spese generali e materiali entro il 20%. Per la formazione rientrano i costi dei formatori, le spese direttamente collegate al progetto e le consulenze, queste ultime entro il 10%.
Infine, per programmi con spese superiori a 5 milioni di euro, sono ammessi anche progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con costi per personale, strumenti, ricerca contrattuale, brevetti, consulenze e altre spese direttamente imputabili, comprese le spese generali forfettarie pari al 20% degli altri costi ammissibili.
Bonus moda 2026: cumulabilità con altre misure
Il bonus moda 2026 può essere cumulato con altri aiuti di Stato, compresi quelli concessi in regime de minimis, nel rispetto dei limiti previsti dalla disciplina europea di riferimento.
Le agevolazioni sono, inoltre, cumulabili con altre agevolazioni pubbliche che non si configurino come aiuti di Stato. In ogni caso, resta fermo il divieto di sovracompensazione delle spese ammissibili.
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Bando moda 2026 Mimit: come presentare la domanda
Il bando moda 2026 Mimit prevede una procedura valutativa per la concessione delle agevolazioni. I termini di presentazione delle domande e le modalità correlate saranno definiti con un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero.
Lo stesso provvedimento definirà anche l’ulteriore documentazione necessaria per l’attività istruttoria del soggetto gestore e fornirà gli elementi utili alla corretta attuazione degli interventi previsti dal decreto.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita procedura informatica che sarà resa disponibile sul sito internet del soggetto gestore.
Incentivi Mimit 2026: altre misure attive
Oltre all’incentivo per la filiera della moda, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha altre agevolazioni attualmente operative alle quali le aziende possono accedere. Ecco qui un elenco delle più importanti.
Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento 2026 è una misura triennale e consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile per determinati beni strumentali materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Il beneficio varia in base all’ammontare dell’investimento e arriva al 180% per la quota fino a 2,5 milioni di euro. La maggiorazione scende al 100% per la quota tra 2,e 10 milioni e al 50% tra 10 e 20 milioni. L’accesso prevede una procedura articolata in diverse comunicazioni al GSE.
Mini contratti di sviluppo automotive 2026
I mini contratti di sviluppo automotive 2026 sostengono gli investimenti delle imprese della filiera verso una mobilità più sostenibile e tecnologicamente avanzata. La misura dispone di 300 milioni di euro e prevede un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. Il 60% delle risorse è riservato alle PMI, mentre il 40% riguarda gli investimenti nel Mezzogiorno. Le domande potranno essere presentate anche in forma congiunta, coinvolgendo fino a cinque imprese.
Brevetti+, Disegni+ e Marchi+
Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ sono misure rivolte alle PMI per sostenere la valorizzazione e la tutela della proprietà industriale. La dotazione complessiva ammonta a 32 milioni di euro, suddivisi tra le tre misure. Brevetti+ sostiene la valorizzazione economica dei brevetti, Disegni+ riguarda disegni e modelli, mentre Marchi+ sostiene la tutela dei marchi italiani nell’Unione europea e sui mercati internazionali. I termini saranno definiti dai rispettivi bandi attuativi.
Scoperta imprenditoriale 2026
Scoperta imprenditoriale 2026 sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle regioni del Mezzogiorno, con una dotazione superiore a 505 milioni di euro. I programmi devono avere un valore compreso tra 1 e 5 milioni di euro. L’agevolazione combina un finanziamento agevolato del 40% con un contributo a fondo perduto variabile in base alla dimensione dell’impresa. Le domande potranno essere presentate dal 7 ottobre 2026.
Investimenti sostenibili 4.0
Investimenti sostenibili 4.0 finanzia programmi innovativi, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico realizzati dalle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno. La misura dispone di 447,6 milioni di euro e può coprire complessivamente fino al 75% delle spese ammissibili. Sono interessate Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Per il 2026 la compilazione delle domande parte dal 10 settembre, mentre l’invio è previsto dal 6 ottobre 2026.
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a cura di Emilio Scibona
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