Accordi per l’Innovazione 2025, 731 milioni di euro per ricerca e sviluppo
Con il decreto del 4 settembre 2025, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha rilanciato il sostegno alla ricerca e allo sviluppo con l’attivazione degli Accordi per l’Innovazione 2025. Con questo strumento di finanza agevolata vengono messi a disposizione 731 milioni di euro per progetti ad alto impatto tecnologico. La misura si rivolge a imprese di ogni dimensione e centri di ricerca, anche in forma congiunta.
Gli investimenti ammissibili nell’ambito degli Accordi per l’Innovazione vanno da 5 a 40 milioni di euro, con agevolazioni fino al 45% per le piccole imprese. Le agevolazioni possono assumere la forma di contributo diretto alla spesa e, su richiesta, di finanziamento agevolato cumulabile. Una quota significativa, pari al 34% delle risorse, è riservata ai progetti che verranno realizzati interamente nelle regioni del Mezzogiorno.
Accordi per l’Innovazione: chi può partecipare
La misura è aperta a imprese di qualsiasi dimensione, comprese quelle artigiane e di trasporto, oltre che ai centri di ricerca. I progetti possono essere presentati singolarmente o in forma congiunta, fino a un massimo di cinque co-proponenti, attraverso strumenti di collaborazione strutturata come contratti di rete, consorzi o accordi di partenariato.
Il coinvolgimento di organismi di ricerca è particolarmente valorizzato: la nuova disciplina incentiva infatti la collaborazione tra imprese e mondo scientifico, creando un ponte tra ricerca accademica e applicazioni industriali.
Accordi per l’Innovazione 2025 sostiene gli investimenti mirati alla realizzazione o al miglioramento di prodotti, processi e servizi innovativi, in particolare nei settori manifatturiero, digitale e delle telecomunicazioni
Quali progetti sono ammissibili ed elenco delle tecnologie ammesse negli Accordi di Innovazione
I progetti devono riguardare attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, finalizzate alla creazione di nuovi prodotti, processi o servizi, oppure al miglioramento significativo di quelli esistenti. L’obiettivo è stimolare lo sviluppo delle cosiddette tecnologie abilitanti fondamentali (KETs – Key Enabling Technologies), considerate strategiche a livello europeo:
- materiali avanzati e nanotecnologie;
- fotonica e micro/nano elettronica;
- sistemi di produzione avanzati;
- scienze della vita e biotecnologie;
- intelligenza artificiale;
- connettività e sicurezza digitale.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha chiarito nelle FAQ della misura che rientrano tra le spese ammissibili anche i costi sostenuti per un prototipo. La commercializzazione del prototipo è possibile qualora sia necessariamente il prodotto commerciale finale e il costo di fabbricazione sia troppo elevato per essere utilizzato soltanto a fini di dimostrazione e di convalida
Ogni progetto presentato nell’ambito degli Accordi di Innovazione deve prevedere spese ammissibili comprese tra 5 e 40 milioni di euro, e per le imprese, tali spese non devono superare il 60% del fatturato medio degli ultimi due esercizi. I progetti devono avere una durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi.
Su richiesta motivata del soggetto beneficiario, il Ministero può concedere una proroga del termine di ultimazione del progetto non superiore a 12 mesi, comunque nel rispetto di eventuali vincoli previsti dalle fonti di finanziamento utilizzate.
Le spese e le agevolazioni
Rientrano tra le spese ammissibili negli Accordi per l’Innovazione quelle relative al personale tecnico e di ricerca, alle attrezzature e agli strumenti utilizzati per le attività di R&S, alle consulenze specialistiche, ai brevetti e ai materiali impiegati.
Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di contributo diretto alla spesa, con intensità variabili:
- 45% per le piccole imprese,
- 35% per le medie,
- 25% per le grandi imprese.
Gli organismi di ricerca possono ottenere fino al 50% dei costi per la ricerca industriale e al 25% per lo sviluppo sperimentale.
Sono previsti inoltre bonus fino a 15 punti percentuali in caso di progetti collaborativi, interventi nelle regioni meno sviluppate o partecipazione attiva di enti di ricerca.
Oltre al contributo, nell’ambito degli Accordi per l’Innovazione è possibile richiedere anche un finanziamento agevolato fino al 20% delle spese ammissibili, cumulabile con il contributo stesso. Il finanziamento agevolato ha una durata compresa tra uno e otto anni, oltre un periodo di preammortamento fino all’ultimazione del progetto e, comunque, nel limite massimo di tre anni decorrenti dalla data del decreto di concessione. È facoltà dell’impresa rinunciare, in tutto o in parte, al periodo di preammortamento.
Accordi per l’Innovazione nelle regioni del Mezzogiorno
Negli Accordi per l’innovazione 2025 sono tenute molto in considerazione le attività del Sud Italia. Il 34% delle risorse è infatti riservato ai progetti imprenditoriali che vengono realizzati nel Mezzogiorno d’Italia. Questa misura di finanza agevolata si inserisce in un solco di altre iniziative orientate allo sviluppo delle attività imprenditoriali nel meridione.
In Sicilia, recentemente, la Regione ha pubblicato “Sicilia Efficiente” un avviso pubblico di 89 milioni per la riqualificazione energetica delle imprese, in merito al quale troverete tutti i dettagli cliccando qui.
Per i giovani dai 18 ai 35 anni che vogliono invece avviare da zero un’attività economica nel Mezzogiorno d’Italia, c’è la possibilità di poter aderire all’iniziativa Resto al Sud 2.0.
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Accordi per l'Innovazione 2025: come presentare domanda e accedere
Le domande per l’accesso agli Accordi per l’Innovazione 2025 saranno valutate attraverso una procedura negoziale a graduatoria, che premierà i progetti con maggiore impatto tecnologico, industriale e occupazionale.
Il tempo di presentazione della domanda va dal 14 gennaio al 18 febbraio 2026. L’istanza può essere presentata solamente tramite lo sportello online del MASE Fondo Crescita Sostenibile.
Le modalità operative, i criteri di valutazione e le date di apertura dello sportello saranno definite con un successivo provvedimento del Mimit, atteso nelle prossime settimane.
Va detto, per completezza espositiva, che per tale misura vige l’obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali, introdotto dal Decreto-Legge 31 marzo 2025, n. 39. Le imprese che intendono accedere agli Accordi per l’Innovazione 2025 devono infatti essere conformi a tale disposizione, dimostrando di aver stipulato contratti assicurativi a copertura dei rischi catastrofali, come eventi sismici, alluvioni o altre calamità naturali. Si tratta di un requisito di ammissibilità imprescindibile: la mancata osservanza di questo obbligo comporta l’esclusione dall’accesso alle agevolazioni.
a cura di Centro Studi Ransomtax
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