Specializzazione intelligente: oltre 470 milioni di euro di incentivi per R&S

Specializzazione intelligente: oltre 470 milioni di euro di incentivi per R&S

Con Decreto Direttoriale del 7 maggio 2024, il Mimit, nell’ambito del “Fondo per la crescita sostenibile”, ha regolamentato le modalità di presentazione delle domande ed i relativi termini di apertura per tutte le imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno che vogliono presentare progetti di ricerca e di sviluppo sperimentale. Su Specializzazione intelligente sono state poi pubblicate le Faq chiarificatrici in relazione ai soggetti e progetti ammissibili, agevolazioni concedibili, modalità e termini di presentazione delle domande.

Dal 25 giugno 2024 vi sarà “l’apertura della procedura agevolativa” con la precompilazione dell’istanza così da avere poi tutto predisposto per l’invio ufficiale fissato per il 10 luglio 2024. 

Chi può accedere agli incentivi

Protagoniste della misura sono le imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria ed i Centri di ricerca localizzate nelle regioni della Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. 

Ma vediamole con più attenzione. 

Il Ministero, in linea con quanto previsto e disciplinato all’art. 3, comma 1, del decreto 14 settembre 2023 (Procedure per la concessione ed erogazione di agevolazioni, in forma di contributi alla spesa e finanziamenti agevolati, per il sostegno di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di rilevanza strategica per il sistema produttivo, coerenti con le aree tematiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente ovvero finalizzati a individuare traiettorie tecnologiche e applicative evolutive della stessa) chiarisce nelle Faq da poco pubblicate quali siano esattamente le imprese che possano beneficiare di tale agevolazione.

Trattasi in particolar modo di: 

  • Imprese che esercitano le attività di cui all’ articolo 2195 del codice civile, numeri 1) e 3), ivi comprese le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla L. 8 agosto 1985, n. 443;
  • Imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
  • Imprese che esercitano le attività ausiliarie di cui al numero 5) dell’articolo 2195 del codice civile, in favore delle imprese di cui alle lettere a) e b);
  • Centri di ricerca, vale a dire imprese con personalità giuridica autonoma che svolgono attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale; 
  • Imprese agricole che esercitano le attività di cui all’ articolo 2135 del codice civile.

 

Ambito dei progetti

Per soddisfare in toto le condizioni di accesso agli incentivi i progetti dovranno realizzarsi ad opera di imprese ubicate nel territorio nazionale aventi almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda di agevolazione ovvero, per le imprese individuali e le società di persone, di almeno due dichiarazioni dei redditi; avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi e chiaramente, essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione nel rispetto dell’ormai noto principio DNSH (il quale, ricordiamo, prevede che gli interventi previsti dai Pnrr nazionali non debbano arrecare nessun danno significativo all’ambiente). 

È necessario specificare che i progetti ammissibili devono essere realizzati nell’ambito di una o più delle proprie unità locali ubicate nel territorio nazionale, in coerenza con il perimetro geografico dell’intervento aperto. A tal fine, per i soggetti non residenti nel territorio italiano è previsto il requisito di disponibilità di almeno una sede secondaria nel territorio nazionale alla data di richiesta della prima erogazione dell’agevolazione, da rispettare pena decadenza dalle agevolazioni concesse. 

Ci si è poi domandati se fosse necessario ed imprescindibile che le unità locali di realizzazione del progetto fossero ab origine nella disponibilità del soggetto proponente all’atto della presentazione della domanda di agevolazione. Così non deve essere ma la disponibilità deve risultare all’avvio delle attività progettuali del soggetto proponente. Invero, nel piano di sviluppo presentato unitamente alla domanda di agevolazione, devono essere evidenziati tutti gli elementi atti a dimostrare l’effettiva capacità di avviare il progetto nei termini previsti ivi inclusi quelli inerenti alla concreta capacità di acquisire la disponibilità delle unità locali coinvolte (qualora appunto non già in possesso del soggetto proponente).

I progetti di Specializzazione intelligente, possono essere presentati sia singolarmente che in forma congiunta e devono avere ad oggetto attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che facciano  utilizzo di tecnologie abilitanti fondamentali (KETs),  in particolare:

  • nanotecnologia e materiali avanzati
  • fotonica e micro/nano elettronica
  • sistemi avanzati di produzione
  • tecnologie delle scienze della vita
  • intelligenza artificiale
  • connessione e sicurezza digitale

Spese ammissibili

Sul fronte delle spese e dei relativi costi ammissibili  non si può non evidenziare come gli stessi risultino molto alti in quanto non devono essere inferiori a 3 milioni di euro e superiori a 20 milioni. Questo dato chiaramente è rilevante in quanto esclude certamente una grande platea di imprese che non sono nelle condizioni di intraprendere progetti di tale mole. 

Tra le spese ammissibili nell’ambito di Specializzazione intelligente vanno annoverate quelle relative a: 

a) il personale del soggetto beneficiario impegnato nel progetto, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto dell’iniziativa. Sono escluse le spese del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali; 

b) gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo. Ma attenzione, vanno fatte alcune precisazioni. Se il periodo di utilizzo è inferiore all’intera vita utile del bene, sono ammissibili solo le quote di ammortamento fiscali ordinarie relative al periodo di svolgimento del progetto di ricerca e sviluppo. Ove, invece, per caratteristiche d’uso siano caratterizzati da una vita utile pari o inferiore alla durata del progetto, i relativi costi possono essere interamente rendicontati, previa attestazione del responsabile tecnico del progetto e positiva valutazione del Soggetto gestore;

c) i servizi di consulenza, di ricerca contrattuale e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;

d) le spese generali relative al progetto;

e) i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto. 

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In cosa consistono le agevolazioni

Le Faq chiariscono ancora quali siano le agevolazioni sottostanti alla misura. 

Si tratta di progetti ammissibili nella forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato, concesso in misura pari al 50 per cento nominale delle spese e dei costi ammissibili e ridotto al 40 nel caso delle PMI che accedono alla maggiorazione del contributo. 

Si badi che solo ed esclusivamente in presenza di un correlato finanziamento bancario, di misura minima pari al 20 per cento nominale dell’importo progettuale ammissibile, che si può ottenere il finanziamento agevolato. Questo, può altresì essere oggetto di estinzione anticipata, anche parziale, nel rispetto dei vincoli stabiliti nella convenzione e nel contratto di finanziamento. 

Le domande devono essere accompagnate da una idonea attestazione di disponibilità a concedere il finanziamento bancario, che deve essere rilasciata da una banca aderente e registrata all’elenco pubblicato e aggiornato del sito di Cassa Depositi e Prestiti. Sino a quando non è avvenuta la presentazione, da parte dell’impresa beneficiaria, della sintesi di delibera di Finanziamento bancario è sempre possibile cambiare Banca finanziatrice successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni allegando nuova attestazione di disponibilità a concedere il Finanziamento.

Sul fronte del contributo a fondo perduto, concesso in percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili, i valori di riferimenti sono questi qui di seguito indicati: 

  • 30 per cento per le piccole imprese;
  • 25 per cento per le medie imprese;
  • 15 per cento per le grandi imprese (non rientranti nella definizione di PMI);
  • pari al 10 per cento quale maggiorazione, spettante, spettante nel rispetto delle condizioni stabilite dal paragrafo 6 dell’articolo 25 del regolamento n. 651/2014 in relazione ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno ed a quelli che prevedono partenariati con piccole e medie imprese, ovvero condizioni per l’ampia diffusione dei risultati o l’accesso agli stessi a prezzo di mercato e condizioni non esclusive e non discriminatorie.

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Specializzazione intelligente non è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese e aventi natura di aiuto di Stati. Lo è invece con tutte quelle agevolazioni concesse sotto la forma di benefici fiscali non aventi natura di aiuti di Stato.

La domanda di agevolazione con relativa documentazione va redatta e presentata in via esclusivamente telematica dalle ore 10.00 alle ore 18.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, proprio a partire dal 10 luglio 2024, a pena di invalidità ed irricevibilità, utilizzando la procedura informatica indicata nel sito internet del soggetto gestore. 

a cura di Stefania La Bella

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