Beni immateriali 4.0, chi può beneficiare delle maggiori aliquote di credito d’imposta

Beni immateriali 4.0, chi può beneficiare delle maggiori aliquote di credito d’imposta

Con l’approvazione del Decreto aiuti ed energia, il Governo ha previsto un innalzamento delle aliquote agevolative per gli investimenti in beni immateriali 4.0 posti in essere nel 2022.

Evoluzione del credito d’imposta beni immateriali 4.0

Con la L.160/2019 è stato introdotto un credito d’imposta beni immateriali 4.0 pari al 15% per gli investimenti posti in essere nel 2020.
Con la L.178/2020, relativamente agli investimenti posti in essere dal 16 novembre 2020, il credito d’imposta è stato innalzato al 20%. Tale beneficio sarà previsto per tutti quegli investimenti posti in essere fino 31 dicembre 2022.
Con la L.234/2021, il credito d’imposta del 20% già presente nel 2022, è stato esteso anche all’annualità 2023.
Per gli investimenti in beni immateriali 4.0 che verranno posti in essere nel 2024, il credito d’imposta sarà ridotto al 15% per poi scendere ancora nel 2025 fino ad arrivare al 10%.

Novità introdotte con il Decreto aiuti ed energia

Con il Decreto energia, il governo ha innalzato le aliquote agevolative sugli investimenti in beni immateriali 4.0, portando il beneficio complessivo al 50%.
Il potenziamento delle aliquote riguarderà soltanto gli investimenti realizzati o da realizzare nel 2022. Come da consuetudine all’interno della 4.0, sarà possibile fruire di tale maggior beneficio anche per quegli investimenti prenotati al 31 dicembre 2022 e completati entro il 30 giugno 2023.
Per quanto sopra esposto, anche per gli investimenti posti in essere nei precedenti mesi del corrente anno, sarà possibile fruire di tale maggior beneficio.

Chi può beneficiare del credito d'imposta beni immateriali 4.0

Avranno diritti di fruire di tale maggiorazione tutte quelle società che effettueranno investimenti in beni immateriali 4.0 rientranti all’interno dell’allegato B della L.232/2016.

Con beni immateriali si intendono software, sistemi, piattaforme e applicazioni.
Per tutti quegli investimenti non rientranti all’interno dell’allegato B, limitatamente agli investimenti in beni immateriali posti in essere entro il 31 dicembre 2022 con coda consegna al 30 giugno 2023, resta ferma la possibilità di poter fruire del credito d’imposta ordinario pari al 6%.

A cura di Giuseppe Caprì, Centro studi Ransomtax

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