Bando "Più Artigianato" in Sicilia: requisiti, contributi e come partecipare
“Più Artigianato” è il bando con cui la Regione Siciliana rilancia il cuore produttivo dell’isola: le imprese artigiane. Promosso dall’assessorato alle Attività Produttive insieme a Crias, sostiene chi vuole investire in crescita, innovazione e ammodernamento, offrendo contributi su finanziamenti e leasing.
Il vero punto di forza è il recente aumento del contributo a fondo perduto, salito dal 20% al 35% della spesa. La dotazione finanziaria iniziale complessiva pari a 38 milioni di euro è stata incrementata di ulteriori 70 milioni, rafforzando così il sostegno disponibile. Le domande potranno essere presentate dal 30 giugno 2025 fino ad esaurimento dei fondi.
"Più Artigianato": chi può partecipare al bando
Possono presentare domanda di partecipazione al bando “Più artigianato” le imprese artigiane attive con sede operativa in Sicilia, regolarmente iscritte all’Albo delle imprese artigiane presso le Camere di Commercio della regione.
È inoltre necessario che abbiano stipulato contratti di finanziamento con banche, società di leasing o intermediari finanziari iscritti all’albo di cui all’art. 106 del Tub, oppure con operatori di microcredito iscritti al registro della Banca d’Italia, come previsto dal bando.
Tutte le imprese artigiane attive in Sicilia possono accedere ai benefici previsti, purché rispettino i requisiti:
- risultare regolarmente iscritte all’Albo delle imprese artigiane;
- non essere in liquidazione né sottoposte a procedure di fallimento;
- essere in regola con gli obblighi contributivi, fiscali e di sicurezza sul lavoro;
- non essere sottoposte a restrizioni del codice antimafia.
Tipologie di contributo
La Regione Siciliana offre tre diverse tipologie di contributi alle imprese artigiane che partecipano al Bando “Più Artigianato”:
1. Contributo in conto interessi: la Regione copre il 60% degli interessi sul finanziamento, con la possibilità di aumentare la quota all’80% nel caso in cui il prestito sia garantito da un Confidi. La durata massima del contributo varia da 5 a 12 anni, in base alla natura della spesa finanziata.
2. Contributo in conto canoni per leasing: l’agevolazione riguarda il 60% degli interessi relativi ai canoni di leasing, che può salire all’80% se garantita da un Confidi. La copertura può arrivare fino a 10 anni per i beni immobili e fino a 5 anni per i beni mobili.
3. Contributo in conto capitale: viene riconosciuto un contributo pari al 20% del valore totale dell’investimento, a condizione che almeno l’80% dell’importo sia coperto da finanziamenti. Se questa percentuale non viene raggiunta, il contributo si applica solo sulla parte effettivamente finanziata.
Spese ammissibili
Per accedere ai contributi previsti, le spese sostenute dall’impresa devono rispettare alcune condizioni precise. Innanzitutto, devono essere al netto dell’Iva e di tutte le altre imposte, e rientrare in una delle seguenti categorie:
1. Acquisto del terreno
È possibile finanziare l’acquisto del terreno destinato alla costruzione o all’ampliamento di fabbricati. Tuttavia, questa spesa è agevolabile solo fino a un massimo del 10% del totale dell’investimento. Il limite può salire al 15% se si verificano particolari condizioni stabilite dalla normativa di riferimento (art. 17, commi 2 e 3, del D.P.R. n. 22/2018).
2. Immobili e fabbricati
Rientrano tra le spese ammissibili: l’acquisto di immobili; la costruzione di nuovi fabbricati; interventi di ristrutturazione, ampliamento o ammodernamento.
Sono comprese anche le spese per la realizzazione di impianti, lavori finalizzati alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza sul lavoro, oltre ai costi di progettazione tecnica.
3. Macchinari e attrezzature
Si possono finanziare gli acquisti di macchine, impianti e attrezzature, comprese quelle informatiche e di comunicazione necessarie per migliorare l’efficienza dell’impresa.
4. Autoveicoli
Sono ammissibili anche le spese per l’acquisto di veicoli, ma solo se vengono utilizzati esclusivamente per l’attività artigianale dell’impresa.
5. Software, brevetti, licenze e innovazione
Il contributo può coprire anche le spese per: l’acquisto di software, licenze e diritti di brevetto; la realizzazione di un sito web che promuova l’attività artigiana; attività di progettazione e studio finalizzate all’introduzione di innovazioni nel processo produttivo.
6. Scorte di magazzino
È possibile acquistare materie prime e prodotti finiti da utilizzare nel laboratorio. Questo tipo di spesa è agevolabile fino a un massimo di 200.000 euro per impresa. Per poter ottenere il contributo su queste spese, è necessaria una domanda specifica.
Vi sono poi alcune condizioni aggiuntive per alcune tipologie di beni. Invero, per i beni acquistati nelle categorie macchinari, autoveicoli, software e innovazione (lettere c, d, ed e), è importante che:
a) vengano utilizzati solo nei locali dell’impresa;
b) siano nuovi e non usati;
c) risultino ammortizzabili e registrati nel libro dei cespiti aziendali;
d) non siano acquistati con formule che prevedano il passaggio di proprietà solo al pagamento dell’ultima rata (cosiddetto “patto di riservato dominio”);
e) restino a disposizione dell’impresa per almeno tre anni dopo la conclusione dell’investimento.
Anche le scorte di magazzino devono essere utilizzate entro tre anni nei laboratori dell’impresa.
Sono ammesse le spese sostenute nei sei mesi precedenti la data di presentazione della domanda, anche se effettuate prima dell’iscrizione all’albo delle imprese artigiane. Nel caso in cui l’impresa acquisti un terreno, un immobile o un software da un proprio socio, dal coniuge del socio o da parenti fino al terzo grado, il contributo può essere concesso solo per la parte corrispondente alle quote degli altri soci. Questa condizione verrà verificata entro due anni dalla presentazione della domanda.
Spese non ammissibili
Non sono in alcun modo ammissibili: lavori fatti internamente dall’impresa (commesse interne o in economia); affitti o leasing di beni; imposte, Iva compresa; interessi bancari, commissioni, spese finanziarie in genere; spese notarili, penali, multe o spese di rappresentanza; acquisti o servizi richiesti a soci o amministratori dell’impresa, imprese collegate o con soci/amministratori in comune, parenti o affini, nei casi in cui ci sia un evidente conflitto di interesse o accordi poco trasparenti tra le parti.
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Come presentare domanda
Le domande per accedere alle agevolazioni devono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma dedicata disponibile sul sito www.crias.it. L’accesso alla piattaforma può avvenire solo tramite Spid di livello 2 oppure Carta d’Identità Elettronica (Cie), seguendo le modalità indicate nel portale. La presentazione è riservata ai soggetti presentatori, cioè soggetti incaricati dell’invio per conto dell’impresa richiedente.
Le domande potranno essere inviate a partire dalle ore 11:00 del 30 giugno 2025 e saranno accettate fino ad esaurimento dei fondi disponibili. Una volta terminata la disponibilità finanziaria, Crias comunicherà ufficialmente la chiusura dello sportello.
Per accedere al contributo, le imprese devono scegliere il tipo di domanda da presentare in base alla finalità del finanziamento:
“Domanda per investimenti”: se il finanziamento o leasing riguarda acquisti come immobili, macchinari, attrezzature, veicoli, software o altri investimenti (lettere a, b, c, d ed e dell’art. 6, punto 5).
“Domanda per scorte”: se riguarda esclusivamente l’acquisto di materie prime o prodotti finiti (lettera f dello stesso articolo).
La domanda deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, e viene presentata sotto forma di autocertificazione, come previsto dal D.P.R. n. 445/2000. Il firmatario si assume la responsabilità di quanto dichiarato, secondo quanto stabilito dagli articoli 75 e 76 dello stesso decreto. Insieme alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti:
1. delega al soggetto presentatore;
2. copia del contratto di finanziamento o leasing con il piano di ammortamento (se già stipulato);
3. copia delle fatture o titoli di spesa relativi agli acquisti oggetto del contributo;
4. verbale di consegna dei beni acquistati in leasing, con descrizione, data e luogo di consegna;
5. planimetria dei locali con indicazione dell’uso di ciascun ambiente (necessaria per investimenti immobiliari);
6. copia della delibera di un Confidi, se il finanziamento è garantito da quest’ultimo;
7. documento che attesti che l’IBAN indicato è intestato all’impresa richiedente;
8. elenco delle fatture con breve descrizione dei beni agevolati (seguendo il modello disponibile sul sito);
9. eventuale traduzione in italiano delle fatture emesse in lingua estera;
10. dichiarazione sull’eventuale cumulo del contributo con altre agevolazioni (utilizzando il modulo disponibile online).
Il soggetto presentatore ha il compito di controllare che tutta la documentazione sia completa prima dell’invio.
Una volta completato l’invio tramite piattaforma, l’impresa riceverà una ricevuta con numero di protocollo che conferma l’avvenuta presentazione della domanda. Infine, tutti i modelli da compilare e i manuali esplicativi saranno pubblicati sul sito www.crias.it, in una sezione dedicata, a partire dal giorno in cui sarà pubblicato l’Avviso.
Le domande sono valutate tramite procedura valutativa a sportello.
a cura di Stefania La Bella
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